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trachèa

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Lessico

sf. [sec. XVII; dal greco trachêia (artría), (arteria) aspra, ruvida (al tatto)].

1) Porzione dell'apparato respiratorio compresa tra laringe e bronchi. In particolare, trachea lamellare, altro nome del polmone (o polmone a libro) degli Aracnidi. È una cavità aperta all'esterno con uno stigma e che internamente possiede una parete ripiegata a formare numerose lamine, attraverso le quali avvengono gli scambi respiratori.

2) L'insieme dei tubuli, correnti all'interno del corpo, che costituisce l'apparato respiratorio degli Artropodi, in particolare di Insetti e Miriapodi.

3) In botanica, tipica struttura, detta anche vaso aperto, del metaxilema e del legno secondario delle Angiosperme, devoluta al trasporto ascensionale della linfa grezza (in qualche caso può contenere anche gomme o resine). Risulta dall'impilamento di cellule le cui pareti trasversali vanno incontro a lisi e il cui citoplasma regredisce e scompare. La parete risulta ispessita e lignificata e, nel caso più tipico, presenta delle punteggiature. Ha un lume discretamente ampio e una lunghezza che può anche raggiungere e superare il metro.

Anatomia

La trachea è un canale mediano, lungo ca. 10-12 cm e largo tra i 15 e i 20 mm, piuttosto elastico, dalla forma cilindrica, appiattita nella parte posteriore, formato da una serie di 16-20 anelli cartilaginei (cartilagini tracheali ) tenuti assieme da legamenti (detti anulari). Gli anelli non si saldano completamente nel quarto posteriore, dove la parete è sostituita dalla membrana fibrosa ricca di fibrocellule muscolari lisce, che riveste esternamente tutto il canale cartilagineo ed è ricoperta da un involucro di tessuto connettivo lasso. Internamente, la cavità della trachea è tappezzata da una sottile tunica mucosa, ricca di elementi linfoidi, ricoperta da un epitelio cilindrico dotato di ciglia, che continuano lo strato vibratile proprio delle vie aeree. La trachea è irrorata da una rete anastomotica di arteriole alimentata dalle arterie tiroidee. Le vene che raccolgono il sangue refluo dall'organo fanno capo alle vene tiroidee ed esofagee. L'innervazione è garantita da rami provenienti dal ganglio stellato e dai nervi ricorrenti del vago.

Zoologia

Le trachee si aprono all'esterno con fori (stigmi o spiracoli) chiudibili con sistemi che variano da specie a specie; all'interno si diramano in modo più o meno complesso secondo i vari ordini; gli atti della respirazione sono regolati dai muscoli addominali; in alcune specie le trachee terminano con dilatazioni dette sacche aeree; nelle specie acquatiche e nelle larve degli Insetti le trachee sono ramificate in espansioni lamellari esterne del torace e dell'addome e funzionano quali branchie (tracheo-branchie o branchie tracheali). Le pareti delle ramificazioni estreme (tracheole) consentono lo scambio gassoso direttamente con le cellule del corpo: ciò comporta una maggiore efficienza muscolare e la capacità di svolgere un lavoro più grande rispetto agli animali nei quali l'assunzione di ossigeno da parte delle cellule è mediata dal trasporto sanguigno. Nei Tetrapodi la trachea è estesa dalla laringe al punto in cui si biforca nei bronchi. Negli Anfibi, in cui manca una regione del collo ben definita, essa è molto breve, mentre può essere molto lunga (e talvolta spiralizzata) in alcuni Uccelli, come il cigno. Negli Anfibi e in alcuni Rettili i polmoni nascono direttamente dalla parte terminale della trachea, ma nella maggior parte degli altri Tetrapodi la trachea si biforca prima di raggiungere i polmoni, formando i bronchi.

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