trafilatrìce

sf. [da trafilare]. Macchina utensile usata per ridurre la sezione trasversale di un materiale metallico in forma di barra, tubo o filo per effetto della deformazione plastica a freddo. Tale deformazione si ottiene costringendo il manufatto, assoggettato a tiro, a passare attraverso la luce via via decrescente di una matrice detta impr. trafila o filiera. Durante l'operazione il materiale deve essere costantemente lubrificato con opportuni lubrificanti solidi o liquidi. Se il manufatto da produrre è rigido (per esempio barra o tubo) si usa la trafilatrice a bancale o banco di trafila, costituita da un robusto banco rettilineo, lungo anche 30 m, che porta a un'estremità un supporto contenente la trafila mentre su di esso corre, in apposite rotaie di guida, un carrello dotato di pinze e mosso da una grossa catena. Se il manufatto da produrre è in rotolo (filo) si usa la trafilatrice a bobina che consta di un basamento sul quale sono montati due aspi con interposto il supporto per la trafila: uno funge da sostegno per il rotolo e l'altro avvolge il filo trafilato esercitando la necessaria azione traente (procedimento di trafilatura).

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