transavanguàrdia

sf. [sec. XX; trans+avanguardia]. Termine coniato dal critico A. Bonito Oliva nel 1979 per definire l'attività di un gruppo di artisti italiani (S. Chia, E. Cucchi, F. Clemente, N. De Maria, M. Paladino) il cui intento è la rivisitazione di diverse esperienze artistiche del passato liberamente reinterpretate attraverso una pittura di tipo espressionista-figurativo. La tecnica (quella pittorica tradizionale, che lascia margine al recupero del piacere cromatico e manuale) è volutamente veloce e noncurante fino a dare esiti “selvaggi”, talvolta confinanti con la cattiva-pittura. La transavanguardia, trova rispondenze internazionali, soprattutto in Germania (Immendorf, Kiefer) e negli Stati Uniti (Burofsky, Schnabel).

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