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traslazióne

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Lessico

(anticamente translazióne), sf. [sec. XIV; dal latino translatĭo-ōnis].

1) Atto del trasferire da un luogo e, più rar., da un tempo a un altro. In particolare, traslazione delle reliquie, il trasporto delle reliquie di un santo dal luogo in cui si trovavano originariamente a un luogo di culto; traslazione della Santa Casa di Loreto, il miracoloso trasferimento della casa della Vergine Maria da Nazareth a Tersatto e da qui a Loreto; traslazione di una festa (o di una solennità) liturgica, quando coincide con quella di una festa più importante.

2) In diritto canonico, trasferimento di un beneficio da una sede all'altra: traslazione di una sede episcopale.

3) In informatica, in una memoria, o in un archivio-dati, scorrimento da sinistra verso destra o da destra verso sinistra degli elementi che costituiscono un'unità di informazione (per esempio una parola, costituita da caratteri o da bit). La traslazione si dice aritmetica, se tutti gli elementi dell'unità d'informazione scorrono in modo eguale; per esempio, se un numero è scritto in forma decimale, una traslazione di posizione a sinistra moltiplica per 10 ogni cifra. La traslazione si dice logica, o circolare, se con una traslazione a sinistra di un numero l'ultima cifra diventa la prima, la prima diventa la seconda e così via; per esempio 1363 diventa 3136.

4) Nel linguaggio economico, processo mediante il quale il contribuente di diritto (contribuente percosso) riesce a trasferire l'onere di imposta su altri (contribuenti di fatto).

5) In geometria, trasformazione del piano o dello spazio che associa a ogni punto P il punto P´ tale che il segmento PP´ abbia sempre costanti direzioni, verso e lunghezza. Può caratterizzarsi come un'affinità priva di punti fissi, se non è l'identità, o anche come una collineazione avente asse e centro impropri. Nel piano cartesiano, o nello spazio cartesiano, le equazioni di una traslazione sono: =x+h, =y+k, ovvero =x+l, =y+m, =z+n. Queste equazioni rappresentano anche le formule di una traslazione di assi cartesiani. Ciascuna coppia di punti omologhi di una traslazione determina una retta appartenente a una famiglia di rette parallele detta direzione della traslazione; l'insieme delle traslazioni costituisce un sottogruppo invariante del gruppo delle isometrie, o movimenti, e tutte le traslazioni aventi uguale direzione costituiscono, insieme all'identità, un gruppo.

6) In geologia, dislocazione tettonica orizzontale.

Economia

Perché si abbia traslazione, secondo la maggioranza degli autori, ci deve essere una variazione di prezzo in dipendenza del tributo, a favore del contribuente percosso. La traslazione si può verificare con un solo o con una serie di trasferimenti, fino al contribuente inciso che non può rifarsi su altri. In generale non sono trasferibili le imposte dirette personali sul reddito globale o sul patrimonio e le imposizioni di carattere generale; sono trasferibili le imposte indirette sui consumi e le imposte dirette reali sui redditi da lavoro, di capitale, d'impresa. Da questo punto di vista il fenomeno della traslazione va considerato nell'ambito della teoria del prezzo e, quindi, oltre all'elasticità della domanda, occorre distinguere le diverse ipotesi del mercato di concorrenza, di monopolio e casi intermedi. Si distinguono, oltre alla traslazione progressiva (o in avanti) che al termine del processo colpisce in definitiva il consumatore, la traslazione regressiva (o all'indietro) quando il contribuente-produttore trasferisce l'imposta sui fattori di produzione e la traslazione laterale (o obliqua), quando il contribuente di fatto riesce a trasferire l'imposta sui produttori di beni succedanei o a produzione congiunta. Si ha una traslazione palese quando si verifica un vero e proprio rimborso d'imposta separato dal prezzo dei beni e servizi e una traslazione occulta (più frequente) quando l'imposta provoca un aumento del prezzo ed è compresa nello stesso.

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