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triónfo

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Lessico

(ant. triunfo), sm. [sec. XIV; dal latino triumphus].

1) Nell'antica Roma, cerimonia celebrata quando un generale rientrava vittorioso con il suo esercito da un'importante impresa militare: il Senato decretò il trionfo in onore di Silla.

2) Vittoria piena, sia militare sia sportiva: il trionfo di Cesare sui Galli; la nostra squadra ha ottenuto un grande trionfo sugli avversari. Per estensione, riferito a vittorie spirituali o morali: il trionfo della verità, del bene sul male; molti uomini sono morti per il trionfo della libertà; il trionfo della ragione sulle passioni.

3) Fig., successo splendido, grande onore; approvazione entusiastica espressa con ovazioni o altre manifestazioni clamorose: la prima esecuzione della sinfonia è stata un trionfo; la serata si è conclusa in un vero trionfo; portare qualcuno in trionfo, tributargli onori eccezionali (propr., sollevarlo da terra e portarlo sulle spalle in segno di esultante celebrazione). In particolare, glorificazione celeste: il trionfo dei santi, dei martiri. Per estensione, manifestazione piena e incontrastata, larga diffusione: il trionfo del consumismo; la moda di quest'anno segna il trionfo dei colori sfumati.

4) Nella storia dell'arte, raffigurazione, per lo più di vaste proporzioni, fatta a ricordo della morte (Trionfo della Morte) o a glorificazione ed esaltazione di santi o di personaggi celebri. Figurazioni di questo tipo, complicate spesso con simboli mistico-religiosi, furono già frequenti nel Trecento (Trionfo di S. Tommaso, Firenze, Cappellone degli Spagnoli), ma si svilupparono soprattutto nel Rinascimento quali celebrazioni eroiche (Trionfi di Federico da Montefeltro e di Battista Sforza, dipinti da Piero della Francesca sul retro dei loro ritratti, Firenze, Uffizi; Trionfo di Cesare del Mantegna, Hampton Court).

5) Spettacolo allegorico itinerante del Rinascimento italiano.

6) Antico gioco di carte inglese (triumph) basato sulla prevalenza di un seme sugli altri, dal quale sono forse derivati molti altri giochi analoghi, da bestia a whist.

7) Al pl., nel gioco dei tarocchi, altro nome degli Arcani maggiori.

Storia

Il trionfo consisteva in un solenne corteo che attraversava la città dalla porta trionfale e, percorsa la Via Sacra, saliva al Campidoglio: andavano innanzi i prigionieri, i carichi del bottino di guerra, i senatori; il generale, imperator, attorniato dai suoi ufficiali, seguiva su un carro tirato da quattro cavalli bianchi, rivestito di una toga di porpora, il volto dipinto di rosso minio, una corona d'alloro dorato sul capo e con lo scettro; uno schiavo accanto gli rammentava di essere solo uomo (hominem te memento); veniva dietro l'esercito in assetto di guerra. Sul Campidoglio il trionfatore deponeva sulle ginocchia della statua di Giove una corona. I prigionieri finivano sgozzati nel Carcere Mamertino. Ogni trionfo era decretato dal Senato. Con l'avvento dell'impero il trionfo spettò solo all'imperatore.

Spettacolo

Il trionfo rinascimentale, genere di spettacolo propriamente italiano, prendeva a modello il trionfo dell'antica Roma ed era in pratica una processione di carri, trainati da animali mascherati e vistosamente adorni di decorazioni. Su questi carri prendevano posto anche persone che formavano quadri viventi sul tema del trionfo o recitavano brevi scene, spesso accompagnate da canzoni e musiche. Decorazioni e quadri viventi traevano il più delle volte ispirazione da episodi mitologici o da personaggi della storia romana.

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