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tribunato

sm. [sec. XIV; dal latino tribunātus-us].

1) Ufficio, carica, dignità di tribuno; il periodo di permanenza in tale carica: giungere al tribunato; durante il tribunato di Caio Gracco si realizzarono importanti riforme.

2) Denominazione della magistratura cittadina romana istituita nel 1347 dopo la sommossa di Cola di Rienzo. Ricompare nella Repubblica Romana, proclamata nel 1798.

3) Assemblea non elettiva istituita dalla Costituzione francese del 1799 (anno VIII). Originariamente composta di 100 membri di età superiore ai 25 anni, nominati dal Senato, era rinnovabile per un quinto ogni tre anni e durava in carica cinque anni: discuteva i progetti di legge e li trasmetteva al corpo legislativo corredati da un proprio “parere”, peraltro non vincolante. A sua volta il corpo legislativo votava le leggi proposte, senza però discuterle. Divenuto rapidamente un organo di opposizione, fu dapprima drasticamente epurato, quindi ridotto a cinquanta membri in carica per sei anni ma rinnovabili per la metà ogni tre anni. Ulteriormente ridimensionato nel 1804 (quando gli fu negata la prerogativa di riunirsi in seduta plenaria) fu infine abolito nel 1807.

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