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tripanosomìasi

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Definizione

sf. [dal genere Tripanosoma (dal greco trýpanon, trapano+-soma)+-asi]. Stato morboso assai grave dovuto alle tossine liberate nel sangue, nella linfa e nel liquido cefalorachidiano dalle specie del genere Tripanosoma. Le tripanosomiasi interessano praticamente tutti i Vertebrati e sono endemiche nelle regioni tropicali. Nell'uomo sono note tre forme, due africane e una americana.

Patologia

La tripanosomiasi africana, detta anche malattia del sonno, endemica nell'Africa equatoriale, è dovuta al Tripanosoma gambiense oppure al Tripanosoma rhodesiense, trasmessi all'uomo mediante il morso della mosca tsè-tsè (Glossina palpalis e Glossina morsitans). Dopo un periodo di incubazione, che varia da 15 giorni a mesi, la malattia inizia con un primo stadio caratterizzato da febbre irregolare, anemia di tipo ipocromico, aumento di volume del fegato, della milza e di linfoghiandole, edemi, eruzioni eritematose; durante il secondo stadio, per l'insediamento dei parassiti nel sistema nervoso, predominano disturbi a carico di questo apparato, quali decadimento delle condizioni generali, apatia, cefalea, tremore, sonnolenza invincibile, atassia, areflessia, parestesie, rigidità muscolare e in fase più avanzata compromissione delle facoltà mentali, insufficienza degli sfinteri, grave cachessia progressiva fino al coma. La forma dovuta al Tripanosoma rhodesiense ha decorso più rapido e prognosi quasi sempre infausta. La diagnosi viene fatta ricercando i parassiti nel puntato linfoghiandolare e nel sangue durante il primo stadio, nel liquor durante il secondo. § La tripanosomiasi americana, detta anche malattia di Chagas, endemica nel Brasile, è provocata dal Trypanosoma cruzi trasmesso dal triatoma. Nei lattanti assume un decorso acuto con prognosi infausta; si manifesta con febbre continua o remittente, ipertrofia della tiroide, interessamento linfoghiandolare multiplo, gonfiore mixedematoso, aumento volumetrico del fegato e della milza, meningite, encefalite e morte in 15-25 giorni. Nei ragazzi e negli adulti è più frequente il decorso cronico caratterizzato da quadri clinici diversi secondo il prevalere di disturbi cardiaci, cerebrali, ghiandolari (con segni di ipotiroidismo, iposurrenalismo, ipogenitalismo).

Veterinaria

Tra gli animali domestici, la tripanosomiasi da Tripanosoma brucei, o nagana, diffusa nell'Africa tropicale, è trasmessa dalle mosche tsè-tsè; colpisce soprattutto gli equini, i cani e i cammelli; provoca febbre piuttosto forte, tachicardia, anoressia, mancanza di forze; dopo una settimana scompare la febbre e la sintomatologia migliora. In seguitosi ha un alternarsi di periodi piretici e apiretici durante i quali le manifestazioni morbose si acuiscono determinando la morte dell'animale in 1-2 mesi. In alcuni casi la malattia è fulminea e provoca la morte dell'animale in pochi giorni. La tripanosomiasi da Tripanosoma congolense colpisce soprattutto i Bovini e i cammelli; è diffusa nell'Africa tropicale; ha sintomatologia e decorso analogo alla precedente. La tripanosomiasi da Tripanosoma vivax colpisce Bovini, Ovini e Caprini; ha la stessa area di diffusione delle precedenti e viene trasmessa per mezzo di insetti ematofagi. Può presentarsi in forma acuta, caratterizzata da forte rialzo termico, mancanza di forze e morte in breve tempo; e in forma cronica, contraddistinta a sua volta da accessi febbrili distanziati che si possono protrarre anche per 1 anno, che in genere guarisce. La tripanosomiasi da Tripanosoma evansi è diffusa in India, nell'Asia meridionale e in Africa; viene trasmessa da insetti ematofagi e colpisce cammelli, Equini, elefanti, Bovini e cani; anche in questo caso l'animale colpito presenta un alternarsi di periodi piretici e apiretici che provocano nel 10% degli animali la morte; gli altri, dopo una lunga convalescenza, guariscono. La tripanosomiasi da Tripanosoma equiperdum è nota come morbo coitale maligno.

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