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triunviràto o triumviràto

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Lessico

sm. [sec. XVI; dal latino triumvirātus, da triumvir, triunviro]. Nell'antica Roma, magistratura di tipo collegiale. Per estensione, in tempi più recenti, analogo organo esecutivo composto di tre persone: il triunvirato della Repubblica romana (1849). Fig., gruppo di tre persone di pari grado e dignità preposte alla direzione di una qualsiasi organizzazione.

Storia: Roma

Formato da tre membri (triumviri o tresviri) il triunvirato poteva avere carattere ordinario (in questo caso i triunviri erano privi di imperium e svolgevano mansioni di secondaria importanza) o straordinario. Magistrati ordinari erano i triumviri (o tresviri) capitales, incaricati di eseguire le condanne a morte, e i triumviri (o tresviri) monetales, che si occupavano della monetazione, che sopravvissero fino al sec. III d. C. Magistrati straordinari erano invece i triumviri agris dandis et adsignandis, che presiedevano alla distribuzione di terre, e i triumviri coloniae deducendae, che insediavano nuove colonie. Improprio nel nome, ma importante di fatto, fu il triunvirato di Cesare, Pompeo e Crasso (60 a. C.) che, pur privo di base costituzionale, controllava e addirittura soppiantava i poteri dello Stato; esso fu rinnovato a Lucca nel 56, ma nel 53, alla morte di Crasso, s'incrinò finché nel 49 a. C. avvenne la rottura definitiva tra Cesare gli altri politici. Il secondo triunvirato, costituito a Bologna nel 43 a. C. tra Antonio, Ottaviano e Lepido, aveva lo scopo di promuovere una nuova costituzione dello Stato romano. L'alleanza fu rinnovata nel 37, ma nel 36 Lepido fu in minoranza e scomparve; rimasero in due e fu una nuova guerra civile, vinta da Ottaviano ad Azio (31 a. C.).

Storia: Francia

In Francia, triunvirato antiparlamentare, il governo di R. Maupeou, J. Terray e d'Auguillon, rispettivamente cancelliere, ministro del Tesoro, degli Esteri e della Guerra, che durò in carica dal 1770 al 1774. Questo triunvirato, che soppresse fra l'altro il Parlamento di Parigi (donde il nome), tentò di porre rimedio ai mali ormai incurabili del regno di Luigi XV, ripristinando metodi autoritari e repressivi.

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