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tromboangioite

sf. [trombo+angioite]. Infiammazione della tunica intima di un vaso associata a trombosi. La forma clinica più importante e più nota è la tromboangioite obliterante, detta anche malattia di Bürger, che dapprima interessa le piccole e medie arterie, poi anche le grandi con sede elettiva agli arti inferiori e ai visceri. La tromboangioite sistemica interessa tutte le arterie, vene linfatiche (panarterite, panflebite, panangioite) a carattere segmentario, trombo-occlusivo permanente e completo, con sviluppo di anastomosi o di rete collaterale; colpisce più di frequente il sesso maschile dai 25 ai 50 anni. Benché l'eziopatogenesi sia tuttora ignota, si è potuto osservare che la costituzione (ereditarietà), il tabagismo, i traumi, le infezioni, il freddo, gli eccessi fisici e mentali costituiscono importanti fattori predisponenti. La sintomatologia si suddivide in tre fasi: ischemia relativa nello sforzo, ischemia a riposo, disturbi trofici fino alla gangrena. All'inizio, specie durante la deambulazione, compaiono dolori al polpaccio, piede o natica di un arto, che costringono il malato ad arrestarsi fino alla loro scomparsa; i dolori però ricompaiono poco dopo la ripresa della deambulazione (claudicazione intermittente che può simulare il morbo di Raynaud); successivamente la cute delle estremità diventa fredda, pallida e poi cianotica con edemi, ulcerazioni periungueali e ragadi al calcagno, dolori violenti a riposo, flebiti migranti, scomparsa del polso arterioso periferico. La cura consiste nell'evitare il freddo, nell'abolire il fumo e nell'impiego di iodio, anticoagulanti, antispastici, analgesici; nel caso di insuccesso della terapia medica è indicata la simpaticectomia e se vi è minaccia di diffusione settica o di gangrena l'amputazione del segmento distale dell'arto interessato.

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