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unionìsta

sm. e f. (pl. m. -i) [sec. XIX; da unione]. Fautore dell'unionismo, in particolare di quei molteplici movimenti e formazioni politici che, al di là delle profonde diversità ideologiche, hanno tuttavia la caratteristica comune di programmi tendenti a raccostare e fondere fattori politici e sociali distinti e spesso fra loro contrapposti. Così, per esempio, furono chiamati unionisti, in America, durante la guerra di secessione, quei gruppi dirigenti del Nord che, rifiutando ogni ipotesi separatista, animarono la lotta armata contro la Confederazione degli Stati del Sud secessionisti e, vinta la guerra, contribuirono a rafforzare le strutture federali statunitensi; in Inghilterra gli esponenti della corrente di destra del Partito liberale, capeggiati da J. Chamberlain, che si opposero alla concessione della Home Rule all'Irlanda (1886); nell'Irlanda del Nord, i protestanti più oltranzisti organizzati politicamente in quel forte partito, favorevole a una più stretta unione con l'Inghilterra, che si è sviluppato in seguito alla divisione dell'isola e della raggiunta indipendenza dell'Eire.

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