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unità

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino unĭtas-ātis, da unus, uno solo].

1) Qualità di ciò che è uno, indivisibile e in se stesso compiuto: l'unità si contrappone alla molteplicità; l'unità dello spirito; unità e trinità di Dio. Per estensione, l'essere uno e non più, unicità: unità di tempo, di luogo e d'azione, nel teatro classico, le regole fondamentali secondo le quali l'azione di un'opera drammatica deve svolgersi in un solo giorno, in uno stesso luogo e con esclusione di fatti secondari.

2) Condizione di ciò che è costituito da più parti strettamente unite tra loro in modo da formare un tutto omogeneo e organico: cercare l'unità nella varietà; l'unità della famiglia, di un popolo, di un partito; in particolare, unificazione politica: Cavour è stato l'artefice dell'unità d'Italia; per estensione, uniformità di aspetti: l'unità della lingua. Di un'opera artistica o letteraria, la continuità e organicità dell'ispirazione e l'armonica corrispondenza delle parti tra loro e col tutto: l'unità dello stile nell'architettura di una chiesa. Fig., convergenza, concordia di idee, di sentimenti, di intenti: unità di metodi, di vedute; la cosa più importante è che tra noi ci sia l'unità. Con accezione specifica, in diritto, unità della giurisdizione, principio informatore e coordinatore dei vari rami dell'ordinamento giuridico che tende al raggiungimento della giustizia sostanziale e a evitare contraddittorietà di giudicati.

3) Ogni singolo elemento costitutivo (con gli altri analoghi) di un insieme. In particolare: A) il numero uno, assunto come principio e fondamento della numerazione: la decina è una quantità composta da dieci unità; per estensione, nella numerazione decimale, i primi nove numeri, dall'uno al nove, rappresentati dall'ultima cifra a destra di un numero intero. B) Unità di misura, in una serie di grandezze omogenee, quella che viene assunta come base di riferimento per tutte le altre (misura): l'unità di misura di lunghezza è il metro, in particolare unità elettrostatiche (simbolo ues) ed elettromagnetiche (simbolo uem), unità di misura del sistema CGSes e CGSem. Fig., criterio di valutazione, metro di giudizio: non puoi prendere il tuo punto di vista come unità di misura. C) Unità X (simbolo uX), unità di misura usata per esprimere le lunghezze d'onda dei raggi X. Corrisponde a un millesimo di angstrom. D) In astronomia, unità astronomica (abbreviazione UA), unità di misura delle distanze in astronomia, all'interno del sistema solare; è pari al raggio medio dell'orbita terrestre, cioè a 149,6×106 km . E) In economia, unità monetaria, la moneta posta a base di un sistema monetario e costituente l'unità di misura per tutte le altre monete in circolazione che sono, rispetto a essa, multipli o sottomultipli; unità di consumo, consumatore singolo o raggruppamento di più individui che, dal punto di vista delle scelte economiche, si comporta come un unico soggetto; unità di conto, usata a fini contabili nelle transazioni internazionali, non corrisponde a nessuna valuta effettivamente in corso; unità di prezzo, prezzo riferito a una determinata unità di misura della merce (peso, volume, superficie, lunghezza); unità di nolo, misura unitaria del nolo riferito a un'unità di peso, di volume, di valore, di capacità o ancora a unità convenzionali che consistono in “tonnellate di nolo” corrispondenti a un dato volume della nave. Le unità di nolo sono contenute nelle scale di noli (o tariffe di noli). F) In genetica, unità di mappa tra due geni è lo spazio entro il quale avviene l'1% dei crossing-over. Dai risultati degli incroci non è possibile ottenere valori di distanza tra geni in termini di unità di misure lineari ma è possibile, esprimendosi in termini di percentuali di crossing-over, stabilire delle mappe dei geni in unità di distanza di mappa.

4) Elemento, nucleo facente parte di un insieme, di un sistema, ma considerato nella sua funzionalità autonoma: la proposizione è una unità sintattica; ogni settore costituisce un'unità distinta; il comune è la più piccola unità amministrativa. Quindi anche il singolo oggetto o individuo: unità navale, nella marina da guerra, le navi isolate o (ma in tal caso si parla di “unità complesse”) un complesso di navi operanti assieme; unità statistiche, gli elementi oggetto di rilevazione. Sono dette campionarie, se la rilevazione è campionaria e se, quindi, appartengono a un campione. Con accezioni specifiche: A) negli impianti, un insieme completo di macchine, componenti e gruppi capace di svolgere una data funzione (unità generatrice, unità di trasformazione, unità di conversione ecc.). B) In economia, unità immobiliare urbana, porzione di fabbricato, fabbricato o insieme di fabbricati, appartenenti al medesimo proprietario, costituenti cespiti di reddito. Per misurare le unità immobiliari (per l'operazione di classamento) ci si riferisce al vano utile, al metro quadrato, al metro cubo, secondo le diverse destinazioni. C) In urbanistica, unità d'abitazione, gruppo di alloggi, dotati di servizi comuni (asili, parcheggi, negozi ecc.), costituenti la minima unità di misura urbanistica. L'unité d'habitation fu teorizzata da Le Corbusier che ne sperimentò la realizzazione con la ville radieuse di Marsiglia (1945-52), concepita per ca. 2000 abitanti. D) Nella terminologia ospedaliera, unità coronarica, reparto riservato al ricovero d'urgenza di pazienti infartuati. Nelle unità coronariche (sigla UC) ogni area riservata ai cardiopazienti è dotata di un monitor elettrocardiografico continuo e centralizzato, di attrezzature per la rianimazione cardiorespiratoria e di personale specializzato, permanentemente presente sul posto. E) In diritto, unità colturale minima, l'estensione di terreno necessaria e sufficiente per il lavoro di una famiglia agricola e per esercitare una conveniente coltivazione secondo le regole della buona tecnica agraria. La grandezza della unità colturale minima si determina zona per zona e non può essere frazionata. F) In geologia stratigrafica, complesso di rocce e di terreni distinti lateralmente e verticalmente dagli adiacenti per una o più caratteristiche di ordine geologico o paleontologico.

Filosofia

L'unità è tema chiave dell'intera metafisica occidentale: Eraclito, Parmenide, Pitagora, Platone in modi diversi scoprirono nell'unità ora il suo esser centro dell'universo, principio del suo irraggiamento, ora la perfezione del suo essere come totalità, ora il suo essere sostanza di qualunque composizione, ora il suo rapporto con la molteplicità come rapporto di partecipazione all'alterità. Con Plotino l'Uno è il principio divino da cui tutto dipende e senza il quale nulla è. L'unità come semplicità assoluta è sopra l'essere (che è predicazione e quindi composizione), ma è ciò per cui l'essere è. L'unità comincia a profilarsi come causa dell'essere, ciò per cui tutto ciò che è, è quello che è. Sarà un tema plotiniano ripreso da Severino Boezio e lasciato alla tradizione platonico-cristiana medievale. L'alterità non è; viene detta anche materia, puro caos, indistinzione; l'unità nell'alterità opera differenziazione, imprime forma e nasce l'universo, composizione di alterità e unità. L'unità sarà per i platonici di Chartres la forma delle forme. Il neoplatonismo spiega l'uscire dall'unità come il venire all'essere, e il ritorno all'unità come la salvaguardia del proprio essere contro l'alterazione e la decomposizione. Questa è la filosofia dell'esplicazione, con la quale il cristianesimo spiegherà speculativamente la creazione. Dio è unità assoluta, dopo Dio v'è unità, ma non assoluta, perché composta con l'alterità. La maggior presenza di alterità è minor partecipazione di unità; è maggior distanza esplicativa dal principio. Così la creatura spirituale appare più unità, e con ciò più immagine di Dio, che è unità; il mondo corporeo è più alterità che unità. Questa sarà la dottrina elaborata da Eriugena, dai chartrensi, dai vittorini, fino a M. Eckhart e N. Cusano. E verrà ripresa dal platonismo del Rinascimento. Nel pensiero moderno unità assume un senso più gnoseologico; con I. Kant è categoria dell'intelletto e funzione della conoscenza. L'idealismo medierà il senso antico con questo senso soggettivo. E G. W. F. Hegel distinguerà l'unità pura e semplice, che precede ogni articolazione, dalla totalità finale, dove tutto è uno, ma articolato.

Matematica

In un insieme numerico, l'elemento che gode delle seguenti proprietà: è indifferente (o neutro) rispetto alla moltiplicazione, cioè se a è un elemento dell'insieme, l'unità, che si rappresenta con 1, è tale che a·1=1·a=a. Questo concetto si estende a ogni insieme che sia dotato di un'operazione che sia indicata con il simbolo di moltiplicazione. Un elemento b di un insieme si dice unità, se per ogni elemento a dell'insieme si ha a·b=b·a=a. Di elementi verificanti queste condizioni ve ne è al massimo uno; esso viene di solito indicato con il simbolo 1. Se si ha per ogni elemento a dell'insieme a·b=a (oppure b·a =a ) e non valgono contemporaneamente tutte e due, l'elemento a si dice unità sinistra (oppure unità destra). Nell'insieme delle matrici quadrate di ordine n a coefficienti reali, l'unica matrice B tale che, per ogni matrice quadrata A di ordine n, verifichi le condizioni A·B=B·A=A, è la matrice avente tutti gli elementi nulli, esclusi quelli della diagonale principale che sono uguali a 1. Questa matrice viene chiamata matrice unità o matrice identica, essa viene di solito indicata con il simbolo I. Nel campo dei numeri complessi, fissato un numero intero positivo n, esistono n numeri complessi z tali che zn=1. Tali numeri complessi vengono chiamati radici dell'unità; essi sono determinati mediante la formula

per k=0,..., n-1.

Urbanistica

L'unità di vicinato (Neighborhood Unit) è un'area urbana pianificata in cui le residenze organicamente connesse con una serie di servizi (scolastici, commerciali, religiosi, per il tempo libero) formano un primo livello comunitario (vicinato) all'interno dell'aggregato urbano. L'idea di unità di vicinato introdotta da C. A. Perry nel 1929 è stata alla base di tutte le più importanti esperienze nella progettazione e realizzazione di nuovi insediamenti. L'unità di Perry era basata sulla popolazione richiesta da una scuola primaria, ca. 5000 ab.; la sua area, dotata per il 10% di zone ricreative, doveva dipendere dalla densità di popolazione e soprattutto dalla massima distanza percorribile a piedi da un bambino per raggiungere la scuola, al centro dell'unità. I negozi erano previsti ai margini dell'unità e adiacenti ai negozi delle unità vicine (un gruppo di negozi più grande avrebbe offerto una scelta maggiore). Quest'idea è alla base di esperienze in USA (Radburn, New Jersey, 1928, di C. S. Stein e H. Wright; Baldwin Hills Village, Los Angeles, 1941, di Stein) e soprattutto in Gran Bretagna durante e dopo la guerra: raccomandata come elemento fondamentale nella pianificazione di nuove comunità (County of London Plan di P. Abercrombie e J. H. Forshaw, 1943), l'unità di vicinato è continuamente presente nella realizzazione delle New Towns inglesi.

Geologia

Le unità stratigrafiche, classificate in base a un insieme di regole (scelta del nome, della località e sezione-tipo, caratteristiche distintive, rapporti e limiti laterali e verticali con altre unità ecc.), sono suddivise in due principali categorie: unità formali, definite da un unico criterio (carattere litologico, contenuto paleontologico, intervallo di tempo ecc.) e ordinate gerarchicamente, e unità informali o non formali, definite con diversi criteri secondo il particolare problema stratigrafico: per esempio il termine “zona” può definire un'unità informale riferita di volta in volta a terreni con particolare contenuto paleontologico, mineralogico, petrografico. Le principali unità formali sono: le unità cronostratigrafiche (eratema, gruppo, sistema, serie, piano, sottopiano, zona); le unità geocronologiche (era, periodo, epoca, età, fase); le unità litostratigrafiche (gruppo, formazione, membro, strato); le unità biostratigrafiche (zona, acrozona, cenozona, teil-zona, zonula); le unità geoclimatiche (glaciazione, interglaciazione, stadio, interstadio). Usate con minor frequenza sono le unità ecostratigrafiche e le suolo-stratigrafiche corrispondenti ai paleosuoli.

Informatica

Il termine è generalmente seguito da una specificazione che ne definisce la funzione (unità di entrata, unità di uscita, unità di elaborazione, unità di memoria, unità centrale, unità di controllo, unità video ecc.). L'unità centrale di un sistema di elaborazione coordina e controlla l'attività di tutte le altre unità componenti il sistema ed esegue l'elaborazione dei dati; essa è sostanzialmente costituita da tre parti: la memoria principale, l'unità aritmetico-logica e l'unità di controllo. La memoria principale registra dati e istruzioni di programma ai quali l'unità centrale accede direttamente; è ormai esclusivamente a semiconduttori e si caratterizza per l'elevata velocità di scambio dei flussi informativi. L'unità aritmetico-logica provvede alle operazioni aritmetiche e logiche ed è costituita da una speciale serie di registri e di circuiti capaci di svolgere tali operazioni su uno o più operandi estratti dalla memoria principale; essa esegue addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni, confronti, operazioni logiche del tipo AND, OR ecc. La parte principale dell'unità di controllo è l'organo di governo del programma; esso esamina tutte le istruzioni di un programma e fa sì che entrino in funzione i vari circuiti preposti a eseguire le operazioni richieste. Per ogni istruzione viene ripetuto il seguente ciclo: l'istruzione è richiamata dalla memoria, depositata in appositi registri dove viene decodificata, poi viene eseguita dall'unità aritmetico-logica, richiamando le posizioni di memoria interessate e, infine, i risultati ottenuti vengono depositati nelle posizioni di memoria volute. I cicli si susseguono ad altissima velocità e ognuno di essi, fisicamente, corrisponde a una serie di impulsi staccati; il tempo che occupano è detto tempo di istruzione. L'unità di controllo oltre a coordinare l'attività delle sezioni componenti l'unità centrale deve anche coordinare quella delle unità periferiche (unità di entrata, unità di uscita e unità di memoria ausiliaria). Spesso la capacità della memoria centrale non è sufficiente e i dati e parte del programma devono essere trasferiti in una memoria ausiliaria e richiamati quando necessario; questo trasferimento da e verso l'unità centrale viene comandato dall'unità di controllo quando vi sono istruzioni di programma che lo richiedono. L'unità di controllo mediante le unità entrata-uscita gestisce la comunicazione tra l'unità centrale e l'operatore. Se un sistema di elaborazione ha parecchie unità periferiche che possono operare simultaneamente, è compito dell'unità di controllo coordinare l'attività contemporanea; se il sistema opera in tempo reale, le funzioni dell'unità di controllo divengono molto complesse e generalmente si rende necessario un sistema operativo o programma supervisore che, risiedendo permanentemente nella memoria principale, gestisca operazioni contemporanee ed eserciti una funzione di coordinamento. I dati e i programmi vengono introdotti nella memoria dell'elaboratore mediante l'unità di entrata che è il mezzo di comunicazione fra gli utilizzatori e l'elaboratore. I circuiti elettronici interni all'unità centrale sono capaci di rispondere solo a certi impulsi elettrici (codice macchina) per cui si deve attuare una trasformazione dell'informazione da un linguaggio espresso con caratteri numerici e alfabetici e simboli, usato dall'operatore, a un linguaggio comprensibile alla macchina (codificazione). Attualmente le unità di entrata più diffuse sono i videoterminali, costituiti da una tastiera per l'introduzione dei dati, come quella utilizzata nelle telescriventi, e uno schermo video su cui vengono visualizzate sia le interazioni dell'utente sia le uscite dell'elaborazione. Tale configurazione è adottata sia in elaborati personali, ove generalmente video e tastiera sono connesse direttamente all'unità centrale, sia in sistemi più grandi, dove l'unità centrale può gestire più terminali di questo tipo. Questo terminale ha ormai completamente rimpiazzato unità di ingresso obsolete quali lettori di bande o di schede perforate. Esistono inoltre unità di ingresso di uso immediato e sempre più sofisticate, quali il mouse, la trackball e il touch-sensitive screen (schermo sensibile al tocco) la cui funzione è controllare lo spostamento di simboli grafici che appaiono sullo schermo e, ottenuta la configurazione voluta, inviare comandi al sistema di elaborazione. Per l'introduzione di dati di tipo grafico vengono usate particolari unità di entrata come la penna ottica, con la quale è possibile identificare specifici punti di uno schermo e tracciarvi figure; oppure come le tavolette grafiche in cui il movimento di uno stilo su un'apposita superficie piana viene riconosciuto e interpretato dall'elaboratore. Come unità di entrata possono essere anche utilizzati lettori ottici in grado di acquisire documenti, talvolta anche manoscritti. Sono entrati in commercio anche elaboratori portatili la cui unità di entrata è costituita semplicemente da uno stilo con cui l'utente può scrivere direttamente sullo schermo. Questi sistemi sono in grado di riconoscere in tempo reale i caratteri e di interpretarli come messaggi dell'utente. È così possibile l'eliminazione della tastiera che è uno dei componenti più ingombranti di questo tipo di elaboratori. Le unità di uscita sono destinate a tradurre i risultati delle elaborazioni dell'unità centrale dal codice macchina in termini comprensibili agli utenti dell'elaboratore; esse generalmente presentano le informazioni in uscita in caratteri alfabetici e numerici leggibili da chi usa la macchina. Le stampanti sono unità di uscita su carta. Le versioni più moderne effettuano l'operazione di interfaccia con l'elaboratore, ossia il controllo della trasmissione elaboratore-stampante e il buffer-memorizzazione interna dei caratteri da stampare. Altro elemento della stampante è il gruppo di stampa che caratterizza la soluzione tecnologica (stampanti ad aghi, a getto di inchiostro, a margherita, laser, termiche ecc.) e la versatilità e qualità della stampa (colore, risoluzione, velocità, set di caratteri). Parte della stampante è infine il gruppo di trascinamento della carta. Altre unità di uscita sono i tracciatori di grafici (plotter) che sono dotati di penne montate su equipaggi mobili che ne permettono il posizionamento sui due assi per il tracciamento di linee e figure su carta. Le unità video, che sono dotate di uno schermo a raggi catodici, sono unità di uscita che permettono la visualizzazione dei risultati. I caratteri alfanumerici vengono formati sullo schermo a raggi catodici facendo passare un fascio elettronico attraverso una maschera che provvede a fargli assumere le opportune forme, deviandolo poi nel punto desiderato sullo schermo. Quando i dati in uscita devono essere semplicemente trasferiti da un elaboratore a un altro, essi non richiedono decodifica, ma opportune elaborazioni per il loro invio tramite uscite dedicate in rete locale (LAN) o tramite modem sulla rete telefonica. La comunicazione tra elaboratori può avvenire anche semplicemente con disco magnetico (floppy disko CD-ROM) che sono strumenti di immagazinamento della memoria.