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vèrme

sm. [sec. XIII; latino vermis].

1) Nome generico degli invertebrati dal corpo sottile e allungato, come i Platelminti, i Nemertini, gli Anellidi ecc. Popolarmente usato anche per le larve di forma allungata di molti insetti (per esempio Coleotteri, Ditteri, Imenotteri, Lepidotteri ecc.). In particolare, verme solitario, nome popolare della tenia. Nelle loc.: nudo come un verme, completamente nudo; strisciare come un verme, umiliarsi di fronte a qualcuno per timore o per ottenere dei vantaggi.

2) Fig., essere moralmente abbietto, vile: quel verme è capace di qualsiasi azione.

3) Passione che rode, tormento che consuma: il verme dell'invidia, della gelosia.

4) In meccanica, la filettatura a spirale della vite.

5) In tipografia, lo stesso che canaletto.

6) In anatomia, la parte mediana del cervelletto, posta tra i due emisferi cerebellari; rappresenta la parte filogeneticamente più antica del cervelletto (paleocerebello).

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