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vèrso

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Lessico

sm. [sec. XIV; latino versus-us,da vertĕre, voltare].

1) Anticamente, riga di scrittura dopo la quale si va a capo. Per estensione, lo stesso che versetto (liturgico).

2) Unità ritmica di un testo poetico, scritta solitamente su una riga: verso esametro, endecasillabo; verso piano, sdrucciolo ecc.; mettere in versi, verseggiare; versi sciolti, senza rima; verso libero, che non si conforma alle regole della metrica tradizionale. Al pl., composizione o testo poetico; anche insieme di composizioni poetiche: i versi di Leopardi.

3) Anticamente, motivo musicale, ritornello.

4) Grido o suono caratteristico di un dato animale: il verso del canarino. Per estensione, grido o cadenza caratteristica della parlata di una persona: il verso del pescivendolo. Anche suono inarticolato (per lo più come espressione di un sentimento): emettere un verso di dolore.

5) Fig., modo abituale di parlare o di atteggiarsi: rifare il verso a qualcuno, imitarlo. Anche smorfia, gesto sgarbato e offensivo; in questo senso frequente il peggiorativo versaccio.

6) In geometria, verso di percorrenza di una retta è uno dei due possibili modi con cui una retta può essere percorsa da un punto mobile, partendo da un dato punto della retta. Una retta in cui sia fissato il verso di percorrenza è detta orientata. Definizione analoga vale per una curva. In un piano si distingue un verso orario e un verso antiorario. Se si fissa una circonferenza, questa può essere dotata di due versi di percorrenza, che diconsi orario, se la percorrenza avviene come il movimento delle lancette di un orologio, e antiorario nel caso opposto. In generale l'orientamento del piano è dato fissando il verso antiorario. Per estensione, senso, direzione di un moto qualsiasi: in quale verso va il vento? Anche orientamento di peli o fibre: il verso del velluto. Fig., modo di affrontare un problema, sistema di risolverlo: non c'è verso di convincerlo; prendere per il proprio verso, nel modo più opportuno e proficuo; andare a verso a qualcuno, assecondarlo, piacergli; modo in cui si procede, direzione: andare nel verso giusto, procedere secondo le attese, nel modo migliore; aspetto di una questione: per un verso, da un lato, in un certo senso; per ogni verso, in ogni modo, sotto tutti i punti di vista.

7) In geologia, piano di più facile divisibilità di una roccia. Il secondo verso è una direzione di minore divisibilità preferenziale ed è circa perpendicolare al verso.

Metrica

Nella metrica quantitativa classica il verso è caratterizzato da un'ordinata alternanza di sillabe lunghe e brevi scandite dagli ictus dei tempi forti (arsi), mentre nella metrica accentuativa italiana è caratterizzato dal numero delle sillabe e dalla posizione degli accenti ritmici. Il numero delle sillabe in un verso è dato dal loro conteggio più una dopo l'ultima accentata. Nel computo delle sillabe si dovrà comunque tenere presenti anche le figure metriche della dieresi, sineresi, iato, sinalefe. I versi italiani prendono il nome dal numero delle sillabe che li compongono (bisillabo, ternario, quaternario, quinario, senario, settenario, ottonario, novenario, decasillabo, endecasillabo) e si dividono in parisillabi (bisillabo, quaternario, senario, ottonario, decasillabo) con uno schema ritmico per lo più fisso, e imparisillabi (gli altri) con uno schema ritmico mobile. I versi possono inoltre essere semplici, composti o doppi o accoppiati (quinario doppio, senario doppio, settenario doppio, ottonario doppio), sciolti (senza rima), liberi (senza vincoli di rime e di accenti e indipendenti da ogni altro condizionamento degli schemi metrici tradizionali).

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