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véna

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino vena].

1) Ogni vaso in cui il sangue scorre in senso centripeto dalla periferia al cuore: nell'uso comune, vaso sanguigno in genere, comprese quindi anche le arterie: tagliarsi, recidersi le vene; spesso fig.: non avere sangue nelle vene, essere privo di forza, fiacco; sentirsi bollire il sangue nelle vene, essere agitato da ira, sdegno o altra passione; non avere più sangue nelle vene, essere sopraffatto da improvvisa emozione.

2) Venatura: le vene del marmo, del legno ecc.

3) Canale, piccolo corso sotterraneo di acqua sorgiva e la sorgente stessa: una vena d'acqua. Anche riempimento di una fessura o spaccatura, più o meno regolare ma comunque di spessore ridotto, della roccia da parte di minerali ridepositati da soluzioni in essa circolanti; se queste sono di origine magmatica, la vena costituisce un corpo intrusivo che si distingue dal filone per le dimensioni minori.

4) Fig., felice disposizione dello spirito a fare qualche cosa; estro, creatività, ispirazione: vena poetica, musicale; essere in vena, sentirsi bene e in forma; far qualche cosa di vena, di buon grado, assai volentieri.

Fisiologia

Nella grande circolazione, le vene contengono sangue venoso refluo dai vari organi e tessuti, ricco di materiali di rifiuto; nella piccola circolazione polmonare, portano sangue raccolto nei polmoni e quindi carico di ossigeno. Il sistema venoso ha origine perifericamente dalla rete dei capillari con vasi molto esili (capillari prevenosi) che aumentando di calibro, per la confluenza di altri vasi, si trasformano in venule e progressivamente in vene di diametro crescente, molte delle quali seguono il decorso delle arterie (vene satelliti), in genere nel numero di due per ogni vaso arterioso: le vene, quindi, sono più numerose delle arterie. Tutto il sangue venoso perviene alle vene cave: in quella superiore confluiscono i vasi che provengono dal capo, dal tronco e dagli arti superiori, in quella inferiore afferiscono le vene degli arti inferiori e dell'addome. Le vene hanno pareti relativamente sottili e hanno forma di condotti cilindrici quando sono pieni, appiattite quando sono vuote; nei vasi di maggior calibro è possibile distinguere una tunica esterna o avventizia, connettivale con elementi elastici, e una interna o intima, endoteliale; tra queste due si interpone una terza tunica media, con fibrocellule muscolari ed elastiche. Nelle vene di minor calibro, la struttura delle pareti è simile a quella dei capillari e presenta per lo più un solo strato endoteliale. Sulla superficie interna delle vene si presentano di frequente delle formazioni valvolari, formate da una o due estroflessioni della parete a forma di nido di rondine con la parte concava che guarda lungo la direzione della corrente: il bordo libero sporge verso il lume del vaso. Il sangue scorre nelle vene grazie alla residua pressione impressa dal cuore, all'elasticità delle pareti e alle contrazioni muscolari, con l'aiuto delle valvole, che ne impediscono il reflusso verso la periferia.

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