Questo sito contribuisce alla audience di

valènza

Guarda l'indice

Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino valentía, forza, vigore].

1) Ant., valentia, valore; anche valore materiale, pregio.

2) In chimica, capacità dell'atomo di un elemento di combinarsi con uno o più atomi di idrogeno o di sostituirsi in un suo composto (trattato estesamente più oltre).

3) In psicologia, termine utilizzato nelle teorie di campo (e in particolare dallo psicologo tedesco K. Lewin) per indicare le caratteristiche di alcune regioni dello spazio di vita di un individuo in termini di capacità di attrazione (valenza positiva) o di repulsione (valenza negativa).

4) In ecologia, valenza ecologica, grado di adattabilità di un organismo vivente alle variazioni dei fattori ambientali, in particolare dei fattori limite: temperatura, luce, umidità, salinità, disponibilità di nutrienti, ecc. Ogni specie vegetale o animale è in grado di tollerare determinate variazioni delle caratteristiche dell'ecosistema del quale fanno parte, purché esse si mantengano entro determinati valori suoi specifici (omeostasi). Ne deriva che le specie che hanno necessità di condizioni stabili, ovvero valenza ecologica minore, sono distribuite su areali ristretti, mentre quelle che sono in grado di tollerare variazioni ampie delle condizioni ambientali, ovvero hanno valenza ecologica maggiore, sono più ampiamente diffuse.

Chimica

Il sodio, Na, si dice monovalente perché combinandosi con l'idrogeno forma l'idruro NaH e inoltre forma sali, come il cloruro NaCl o il solfato Na₂SO4, che derivano rispettivamente dall'acido cloridrico HCl e dall'acido solforico H₂SO4 per sostituzione dei loro atomi di idrogeno con altri di sodio. Il calcio, Ca, si dice bivalente perché forma un idruro CaH₂, un cloruro CaCl₂ e un solfato CaSO4. L'alluminio, Al, è trivalente perché forma un idruro AlH₃, un cloruro AlCl₃ e un solfato Al₂(SO4)₃. In ogni caso, gli atomi dei singoli elementi devono essere contenuti nei composti in un rapporto numerico tale che ciascuno di essi saturi tutte le sue valenze: nel composto AlCl₃, per esempio, l'alluminio, trivalente, satura le sue tre valenze con tre atomi di cloro, ciascuno dei quali è invece monovalente. La valenza degli elementi chimici può variare da quella di zero, che si attribuisce agli elementi liberi, a quella massima di otto, che si riscontra solo nel rutenio e nell'osmio. Molti elementi chimici presentano un'unica valenza: per esempio, i metalli alcalini quali il litio, il sodio, il potassio, ecc. sono sempre monovalenti; i metalli alcalino-terrosi quali il berillio, il magnesio, il calcio, ecc., sono sempre bivalenti; l'alluminio è sempre trivalente. Molti altri elementi presentano invece due o più valenze diverse: lo zolfo, per esempio, è bivalente nel composto H₂S, tetravalente in quello SO₂ ed esavalente in quello SO₃; il ferro è bivalente nel cloruro FeCl₂ e trivalente in quello FeCl₃; elementi come gli alogeni, il manganese, ecc. hanno anche quattro diverse valenze. In ciascuna di queste valenze tali elementi presentano proprietà diverse: così i sali del ferro bivalente sono in genere di colore verde e quelli del ferro trivalente di colore giallo o arancione; il manganese forma una serie di sali, tutti di colore rosa pallido, nei quali si comporta come bivalente con carattere metallico, mentre l'ossido Mn₂O7 ha carattere di anidride acida e come tutti i suoi derivati presenta un colore violetto carico. Questa interpretazione dei fenomeni di valenza, pur essendo puramente formale, ha costituito un grande progresso quando venne formulata intorno alla metà del sec. XIX: essa permetteva, infatti, di inquadrare in una visione unitaria i molteplici rapporti di combinazione degli atomi degli elementi chimici. In seguito, con lo svilupparsi delle conoscenze sulla natura dei legami chimici, tale formulazione è stata in parte modificata, acquistando un significato strutturistico più completo che si precisa nel concetto di numero di ossidazione. In base a ciò può oggi definirsi valenza di un elemento in un composto il numero di elettroni che il suo atomo cede o acquista o mette in comune per formare il composto stesso.