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vescìca

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino vesīca].

1) Sacca, cavità a pareti sottili, in cui si raccolgono liquidi organici ( urinaria) o sostanze gassose ( ).

2) La vescica del maiale o dei bovini ripulita e seccata, usata specialmente in passato per insaccarvi lo strutto. Fig.: vender , chiacchiere; gonfiata, persona vana e boriosa.

3) Lesione cutanea caratterizzata da una bolla colma di siero, prodotta da ustioni, attrito ecc.

Medicina

La vescica urinaria è un organo impari muscolomembranoso, destinato a raccogliere l'urina convogliata dagli ureteri e a trattenerla fino a quando, sotto lo stimolo della minzione, le sue pareti si contraggono per espellerla attraverso l'uretra. È situata in posizione mediana, nel piccolo bacino, in sede extraperitoneale, sotto la sinfisi pubica; nell'uomo ha rapporto inferiormente con la prostata e le vescicole seminali e, posteriormente, con il retto; nella donna con l'utero e la vagina. Le sue parti risultano costituite da tre tuniche sovrapposte, che dall'esterno all'interno sono sierosa, muscolare e mucosa. La regione della vescica in cui si trova l'orifizio dell'uretra, è detta collo vescicale: qui si trovano fibre muscolari lisce (sfintere vescicale), che regolano la ritenzione e l'emissione dell'urina. La capacità della vescica è di 250-300 cm3 ma può anche aumentare sino a 400 cm3, data la sua naturale possibilità di dilatazione; la pressione esercitata sulla mucosa interna dalla presenza di abbondante liquido e la tensione conseguente delle pareti mettono in moto il meccanismo muscolare che provvede all'espulsione dell'urina.

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