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vocàle (sostantivo)

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Definizione

sf. [sec. XIV; dal latino (littĕra) vocālis, propr., (lettera) sonora]. Fonema la cui emissione è dovuta al moto vibratorio delle corde vocali (trattato anche alla voce fonazione). È un suono laringeo, avente una configurazione spettrale dovuta alla forma assunta dalle cavità sopraglottiche di risonanza e articolazione, al grado di apertura della bocca, all'eventuale e comunque assai limitato contributo delle fosse nasali.

Fonetica

Il sistema vocalico italiano è più ricco di quello che potrebbe apparire dalle lettere dell'alfabeto usate. Esso comprende infatti, in posizione tonica, sette fonemi, e precisamente a, é (e chiusa), è (e aperta), i, ó (o chiusa), ò (o aperta), u; però la grafia non distingue normalmente é, è, ó, ò. La distinzione fra é ed è, ó ed ò, che ha valore fonematico in quanto da sola basta a far distinguere due parole (pésca, pèsca; bótte, bòtte), viene neutralizzata in posizione atona dove e e o hanno una pronuncia uniforme piuttosto chiusa. Le vocali si caratterizzano fondamentalmente per il luogo di articolazione e per il grado di apertura in base ai quali esse possono essere disposte secondo il seguente schema detto triangolo vocalico:

Le vocali che si trovano sul lato del triangolo che va da a ad i sono articolate verso la parte anteriore del palato, e vengono dette perciò vocali anteriori o palatali; quelle che si trovano sul lato del triangolo che va da a ad u sono articolate verso la parte posteriore del palato, cioè verso il velo del palato, e vengono perciò dette vocali posteriori o velari. Procedendo da i verso a e quindi da a verso u l'articolazione si sposta gradatamente dalla parte più avanzata del palato a quella più arretrata e diminuisce la frequenza delle vibrazioni delle corde vocali, che da massima per i diventa minima per u; tutte le vocali sono suoni sonori, in quanto richiedono sempre la vibrazione delle corde vocali. L'apertura delle vocali aumenta procedendo da i verso a e da u verso a. Le vocali posteriori (u, ó, ò) si articolano anche con le labbra arrotondate e spinte in avanti e sono perciò dette procheile, mentre le altre vocali che non richiedono l'arrotondamento e la protrusione delle labbra sono dette aprocheile. In alcuni dialetti italiani e in altre lingue, come in francese e in tedesco, esistono anche vocali anteriori procheile, e precisamente ü che nel triangolo vocalico si colloca tra i e u (francese pur), ö al centro tra é e ó (francese feu), ö al centro tra è e ò (francese fleur). Inoltre secondo la loro durata le vocali possono essere lunghe o brevi. La diversa quantità delle vocaliin latino aveva un valore fonematico atto a distinguere due forme lessicali (vĕnit, viene; vēnit, venne), mentre in italiano non ha valore fonematico ma è condizionata dalla posizione nel contesto fonetico (sono lunghe le vocali toniche e finali di sillaba ma non di parola, brevi le altre: fā-to, făt-to). Le vocali (come quelle di cui si è parlato finora) articolate solo nella cavità della bocca sono dette orali, quelle invece che vengono articolate abbassando il velo del palato, in modo da lasciar passare la corrente d'aria anche attraverso le fosse nasali, sono dette nasali. Vocali nasali si trovano in certi dialetti italiani, soprattutto settentrionali, e in francese (dove la nasalizzazione della vocale ha valore fonematico, come appare dall'opposizione tra chat, gatto, e chant, canto); con un minor grado di nasalizzazione e senza valore fonematico si trovano anche in italiano in vicinanza di consonanti nasali, specialmente se seguite da un'altra consonante.

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