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yaraví

forma poetica dell'antico impero inca (Perú precolombiano). Era una lirica breve, in genere di argomento amoroso, e sempre accompagnata dalla musica del flauto. Tre delicatissimi yaraví sopravvivono nel dramma Ollantay. Dopo la conquista spagnola, il popolo Quechua continuò a coltivare lo yaraví, divenuto però un canto di profonda tristezza. Ripreso a livello artistico e anche in lingua castigliana, nel sec. XIX, lo yaraví venne coltivato da vari poeti romantici peruviani e in particolare dall'elegiaco M. Melgar.

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