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zanzàra

sf. [sec. XIII; latino tardo zinzāla]. Nome comune degli Insetti Ditteri della famiglia Culicidile cui larve e ninfe vivono nell'acqua, generalmente stagnante. Frequente in similitudini: noioso come una zanzara, estremamente molesto; voce di zanzara, esile e acuta. § Le zanzare hanno apparato boccale succhiatore-pungitore, occhi composti e antenne dotate di peli, molto lunghi e folti nei maschi. Secondo le specie la loro lunghezza varia fra i 3 e i 15 mm; il primo paio di ali è coperto di squamette lungo le nervature, mentre il secondo è trasformato in bilanceri, che sono i principali organi (statici) di controllo del volo; le zampe sono lunghe ed esili. Le femmine spesso si nutrono del sangue dei Mammiferi e anche di altri animali compresi alcuni insetti; i maschi si cibano sui fiori di sostanze zuccherine; varie specie parassite dell'uomo sono portatrici di germi causa di varie malattie, alcune molto gravi (per esempio malaria, elefantiasi, febbre gialla ecc.). Le femmine depongono le uova nell'acqua: la maturazione nelle specie ematofaghe si verifica soltanto se la femmina ha ingerito sangue. Sono cosmopolite e particolarmente abbondanti nelle regioni umide. La più nota è la zanzara comune (Culex pipiens), che può essere vettore della febbre West Nile; diffuse sono anche le varie specie di Anopheles, la maggior parte delle quali trasmette varie malattie, tra cui le ben note malarie. Affine alla zanzara comune è Culex fatigans, diffusa lungo le fasce tropicali e che trasmette varie forme di filaria, tra cui l'agente patologico dell'elefantiasi. Le anofeli si distinguono dalle altre zanzare per la posizione del corpo quando si posa e cioè con l'asse maggiore parallelo al sostegno. Al genere Aedes appartengono la zanzara che trasmette l'agente della febbre gialla e la cosiddetta zanzara tigre (Aedes albopictus), di origine asiatica, diffusa anche in Italia.

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