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zarzuèla

sf. Forma teatrale tipicamente spagnola, caratterizzata dall'alternanza di parti parlate e di episodi musicali (secondo uno schema che si ritrova nell'opéra-comique francese e nel Singspiel tedesco). Coltivato già nella prima metà del sec. XVII – sembra che la prima zarzuela sia stata El jardín de Falerina di Calderón de la Barca – il genere conobbe un periodo di relativa decadenza nel Settecento (secolo nel quale si distinse come autore di zarzuelas Ramón de la Cruz) ed ebbe grandissima voga nell'Ottocento, quando subì l'influsso sia dell'opéra-comique francese sia dell'opera italiana, trasformandosi spesso in uno spettacolo, in genere comico, di grande impegno scenico e spettacolare (zarzuelas grandes). Tra gli autori più celebri di zarzuelas (che dal 1856 poterono disporre a Madrid di un Teatro de la Zarzuela) figurano noti commediografi (R. de la Vega, M. Ramos Carrión, J. Abati, V. Aza, C. Arniches, F. Pérez, J. López Silva ecc.) e non meno noti musicisti, quali T. Bretón, R. Chapí, J. Caballero, F. Barbieri, E. Giménez, Vives, Serrano e Chueca, al quale si deve forse la più popolare delle zarzuelas, La gran vía (1886), ancor oggi rappresentata.