Generalità
Regione dell'Italia peninsulare bagnata a W e a S dal Mar Tirreno e delimitata dal Lazio a NW, dal Molise a N, dalla Puglia a NE e dalla Basilicata a E . Estesa per 13.595 km2, con 5.792.580 ab. secondo una stima del 2000, è amministrativamente divisa nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno; capoluogo regionale è Napoli. Il termine Campania, usato in età classica a designare la fascia costiera tirrenica a sud del Lazio, cadde in disuso nel Medioevo, pur conservandosi vivo nell'uso letterario, e fu ripreso nel secolo scorso come nome ufficiale di una regione i cui confini interni, se si escludono alcuni tratti corrispondenti al corso del Garigliano, del Volturno, dell'Ofanto e del Calore, sono quasi interamente convenzionali.
Morfologia, idrografia e clima
Strutturalmente la Campania può essere divisa in due zone ben delineate che si estendono in direzione NW-SE parallelamente alla costa. All'interno si elevano i rilievi dell'Appennino Campano e dell'Appennino Lucano, separati dalla sella di Conza e dall'alta valle del Sele; lungo la costa si dispongono alcuni gruppi montuosi e collinari isolati, d'origine vulcanica o sedimentaria, separati da poco estese ma fertili pianure alluvionali; a queste due fasce parallele se ne può aggiungere una terza, discontinua e assai meno estesa, costituita da isole costiere di natura vulcanica (Ischia, Procida, Vivara e Nisida) o calcarea (Capri), che rappresentano il naturale prolungamento dei rilievi preappenninici, rispettivamente vulcanici (Campi Flegrei) e calcarei (monti Lattari). L'Appennino è formato in Campania da una successione irregolare di gruppi montuosi intervallati da conche intermontane; i principali, costituiti in prevalenza da formazioni rocciose mesozoiche e cenozoiche, sono il Matese (2050 m del monte Miletto), il Taburno-Camposauro (1388 m), i monti Picentini (monte Cervialto, 1809 m), l'Alburno (1742 m) e il Cervati (1899 m). A essi succede, procedendo verso la costa tirrenica, una fascia di basse colline spesso terrazzate e di ripiani fluviali, che preludono alle pianure costiere formate dai depositi alluvionali del Garigliano, del Volturno, del Sarno e del Sele. Fra queste pianure sono interposti alcuni gruppi montuosi preappenninici, che si ergono isolati, quali l'apparato vulcanico, inattivo, di Roccamonfina (1006 m), la regione vulcanica dei Campi Flegrei, il maestoso cono del Vesuvio (1279 m)
e i rilievi calcarei del Massico, dei monti Lattari e del Cilento. La costa, il cui andamento rispecchia chiaramente la successione e la disponibilità delle pianure e dei rilievi costieri, si presenta articolata in tre grandi aggetti peninsulari (Campi Flegrei, Lattari e Cilento), i quali insieme con le isole antistanti delimitano i due golfi di Napoli e di Salerno. I principali corsi d'acqua sono il Garigliano, al confine con il Lazio, il Volturno e il Sele, tutti tributari del Tirreno e dal regime pressoché costante; quasi tutti i minori corsi d'acqua campani, tributari del Tirreno, hanno invece regime torrentizio e così pure quei fiumi che nascono in territorio campano e scendono all'Adriatico, quali il Fortore, il Carapelle e l'Ofanto. Lungo la fascia costiera e sui bassi rilievi preappenninici il clima è straordinariamente dolce, con inverni miti e moderatamente piovosi ed estati relativamente fresche e asciutte . Procedendo verso l'interno aumentano progressivamente le escursioni termiche fino a valori che sono tipici dei climi continentali delle basse latitudini. Le precipitazioni sono in genere modeste nelle pianure costiere e nelle conche intermontane, assai più cospicue sui rilievi, specialmente sui gruppi montuosi del Matese, dell'Avella, del Cervati e dei monti Picentini.