(antico comata), sf. [sec. XIV; dal greco kometēs, chiomato]. Corpo celeste facente parte del sistema solare. Nelle comete si distinguono una testa, formata da nucleo e chioma, e una coda; chioma e coda si formano progressivamente a mano a mano che la cometa si avvicina al Sole . La maggior parte delle comete è osservabile solo con un telescopio in quanto hanno masse totali estremamente piccole, tali da non perturbare il moto neppure dei satelliti planetari minori, e praticamente concentrate nei nuclei. Questi, secondo il modello proposto nel 1950 da F. L. Whipple, sarebbero formati dal cosiddetto ghiaccio sporco, cioè da una grande quantità di sostanze volatili (acqua, ammoniaca, metano e biossido di carbonio) allo stato solido. Fintanto che la cometa è lontana dal Sole, questo ghiaccio è reso sporco dalla presenza di particelle solide di carbone, ferro, nichel, ecc. Riscaldato dalla radiazione solare, sublima trascinando con sé anche le particelle solide e dà origine alla chioma; quando la pressione di radiazione del Sole diventa sensibile si forma anche la coda, la cui luminosità è dovuta a processi di ionizzazione per urto con le particelle veloci provenienti dal Sole. Lo studio svolto mediante satelliti artificiali ha rivelato la presenza nella chioma di grandi quantità di idrogeno atomico libero, per cui la testa risulta immersa in un involucro molto esteso di idrogeno atomico, non osservabile da terra. I nuclei hanno diametri dell'ordine della decina di chilometri e masse inferiori a un decimo di miliardesimo della massa della Terra; le chiome hanno diametri compresi fra 10.000 e 100.000 km e densità inferiori a 106 molecole/cm3; le code, che hanno densità ancora minori, raggiungono lunghezze variabili fino a 100 milioni di chilometri e oltre (la coda della cometa del 1843 raggiunse i 250 milioni di km). La coda di una cometa punta sempre dalla parte all'incirca opposta al Sole, in quanto le particelle che la costituiscono sono allontanate dal nucleo per effetto del vento solare; la forma risulterà diritta se essa è costituita da particelle gassose, ricurva se costituita principalmente da polvere. Le orbite delle comete vengono facilmente perturbate dai corpi maggiori del sistema solare, i quali si dimostrano sovente in grado di sconvolgerne completamente la forma, col ridurre amplissime traiettorie quasi paraboliche in traiettorie ellittiche a bassa eccentricità (e viceversa), e perfino con l'invertirne il senso di percorrenza. Anche lo stato di rotazione del nucleo cometario (per esempio quello mostrato dalla cometa di Halley è il risultato di due moti simultanei effettuati intorno agli assi maggiori, rispettivamente di 7,1 e 3,7 giorni di periodo) costituisce elemento d'influenza sulla stabilità dell'orbita, in quanto specie nelle epoche del transito al perielio esso rimane perturbato dalla violenza dell'attività eruttiva (il cosiddetto effetto razzo), che imprime alterazioni, anche notevoli, al moto di rivoluzione dell'astro e agli intervalli fra le sue riapparizioni. Le comete aventi traiettorie ellittiche sono quelle periodicamente osservabili.