Definizione
sf. [sec. XX; tele-+camera nel senso 3A]. Apparecchiatura ottica ed elettronica impiegata per la ripresa delle immagini televisive, che consente la conversione dell'immagine in un segnale elettrico di tipo impulsivo, detto segnale video, con il quale viene modulata la portante video del trasmettitore destinato alla diffusione del corrispondente programma televisivo.
Tecnica: telecamera professionale
Nella telecamera un elemento ottico equipaggiato con vari obiettivi intercambiabili consente di focalizzare l'immagine sugli elementi fotosensibili del tubo di ripresa; sull'insieme degli elementi fotosensibili, detto mosaico, si stabilisce così, per effetto fotoelettrico, una distribuzione di cariche elettriche proporzionali all'intensità luminosa dei raggi incidenti. Un sottile pennello di elettroni, emesso dal cannone elettronico del tubo di ripresa, esplorando l'uno dopo l'altro per righe successive i punti del mosaico, ripristina la carica elettrica dei vari punti provocando una corrente di intensità variabile che, convenientemente amplificata, dà luogo al segnale video. La telecamera comprende anche i dispositivi elettronici relativi alla generazione dei segnali che consentono la scansione preordinata da parte del pennello di elettroni dei punti di mosaico con i tempi di riga e di quadro previsti dallo standard televisivo con cui vengono trasmesse le informazioni video. Nel caso che una ripresa in esterni venga registrata con un registratore video, il nastro relativo viene fatto ruotare, all'atto della rivelazione, con una velocità che consente l'aggancio con i sincronismi dello studio televisivo. Nel corso della ripresa televisiva l'operatore regola i comandi ottici e quelli elettronici della telecamera seguendo la scena ripresa attraverso un mirino di tipo ottico o elettronico. Le telecamere per ripresa in circuito chiuso sono di tipo semplificato rispetto a quelle televisive: poiché sono generalmente destinate alla ripresa di scene solo in bianco e nero e di tipo statico, è infatti sufficiente impiegare per esse dei tubi vidicon che comportano una certa inerzia nel funzionamento del mosaico e non sono quindi adatti per scene in movimento, ma consentono dimensioni e costi ridotti. La bontà delle informazioni video viene generalmente verificata con uno speciale televisore detto monitor. Molte telecamere per impiego semiprofessionale consentono anche l'erogazione di un segnale ad alta frequenza nella banda VHF, modulato dal segnale video, che può direttamente alimentare il circuito di antenna di un normale televisore. È così possibile coprire brevi tratti tra telecamere e uno o più monitor semplicemente irradiando con un'antenna il segnale ad alta frequenza emesso dalla telecamera; normalmente però la distribuzione del segnale video viene realizzata tramite un'apposita rete di cavi coassiali che garantiscono la segretezza delle informazioni e la stabilità dei segnali relativi: questi vengono così trasmessi con buon livello e con buona difesa dai disturbi radioelettrici ambientali.