Tigre del Bengala

Tigre-del-Bengala

NOME ITALIANO: Tigre del Bengala

SPECIE: Panthera tigris tigris

LUNGHEZZA: 2-3 m

DISTRIBUZIONE: India, Indocina, Cina, Russia

PHYLUM: Cordati

CLASSE: Mammiferi

ORDINE: Carnivori

FAMIGLIA: Felidi

GENERE: Panthera

Pericolo estinzione

Presente in India, Indocina, Cina, Russia e nella regione himalayana, la tigre del Bengala vive in aree caratterizzate dalla presenza di acqua e vegetazione. Il mantello mostra irregolari strisce verticali nerastre su un fondo che va dal marrone giallastro (nelle popolazioni più settentrionali) al ruggine (in quelle meridionali). Le striature scure che circondano gli occhi sono generalmente simmetriche, a differenza di quelle presenti sul resto del muso. Tutte le sottospecie di tigre sfoggiano una dentatura possente, ma la tigre del Bengala si distingue per i canini eccezionalmente lunghi: fino a 10 centimetri. La lingua è dotata di papille ruvide, che le consentono di asportare facilmente la carne degli animali abbattuti. La tigre caccia all’agguato, di preferenza di notte: con un lento e silenzioso avvicinamento, favorito dall’eccezionale mimetismo del mantello, raggiunge le prede – antilopi, cinghiali, cervidi, ma anche piccoli animali come rettili, pesci e roditori –, le inchioda a terra con gli artigli, quindi le afferra alla gola con un morso trattenendole fino alla morte. Nella stagione riproduttiva, tra novembre e aprile, maschi e femmine lasciano tracce olfattive per cercarsi e incontrarsi. Le femmine inizialmente si mostrano aggressive e l’accoppiamento è accompagnato da minacciosi ruggiti. Dopo circa 100 giorni di gestazione nascono 1-6 cuccioli. Durante lo svezzamento la madre nutre i piccoli con la carne delle prede; solo in seguito permetterà loro di seguirla durante la caccia. La tigre del Bengala, come le altre tigri, è in pericolo di estinzione sia per la deforestazione, che riduce drasticamente l’habitat in cui vive, sia per la persecuzione da parte dell’uomo in quanto considerata animale pericoloso.