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Storno

Sturnus vulgaris

NOME ITALIANO: Storno

SPECIE: Sturnus vulgaris

LUNGHEZZA: 20-22 cm

DISTRIBUZIONE: Eurasia

PHYLUM: Cordati

CLASSE: Uccelli

ORDINE: Passeriformi

FAMIGLIA: Sturnidi

GENERE: Sturnus

Specie migratrice, sedentaria e dispersiva, lo storno è presente in Eurasia ed è stato introdotto in Australia, Nuova Zelanda, Africa meridionale e America Settentrionale. Nel periodo invernale le popolazioni più settentrionali e quelle montane si spostano verso sud o a quote inferiori. Lo storno nidifica tanto nelle metropoli quanto in cascinali e lungo le coste rocciose; frequenta inoltre frutteti, vigneti, oliveti, coltivi, parchi e giardini. Il piumaggio è nero cangiante picchiettato di minuscole macchie chiare; nell’abito invernale le macchie sono più evidenti. Alla base del becco – appuntito e giallastro – c’è una macchia, bluastra nel maschio e rossastra nella femmina. Le zampe sono rossastre, la coda è corta e squadrata, le ali sono appuntite (apertura alare 37-42 cm). Gregario e rumoroso, lo storno si raggruppa in gran numero nei luoghi di pastura e nei dormitori (canneti o boschetti), esibendosi in spettacolari caroselli “a nuvola”. Si nutre di insetti e frutti, e nella stagione invernale non disdegna semi e bacche. Dal momento che gli stormi sono costituiti da centinaia – e talora migliaia – di individui, lo storno è ritenuto nocivo dai coltivatori, che possono veder razziati interi campi nell’arco di poche ore. Da fine marzo in poi, in una cavità naturale o artificiale, la femmina depone 3-8 uova azzurre, che entrambi i genitori covano per 12 giorni. Un’altra specie è Sturnus melanopterus, in pericolo di estinzione perché oggetto di caccia a fini commerciali.

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