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apnea

temporanea cessazione dei movimenti respiratori, volontaria o riflessa. La valutazione della durata dell'apnea volontaria costituisce un diffuso e facile test di indagine respiratoria. Un soggetto normale può, al termine di un atto respiratorio tranquillo, rimanere in apnea volontaria per 45-55 secondi prima di raggiungere il punto in cui il bisogno di respirare si fa assoluto (mentre si trattiene il respiro, la pressione parziale di ossigeno alveolare si abbassa e la pressione parziale di anidride carbonica alveolare aumenta). L'apnea massima, a seconda che il test sia eseguito in inspirazione o in espirazione, è detta inspiratoria o espiratoria. Un tempo di apnea inferiore a 30 secondi si osserva nei soggetti con funzione respiratoria nettamente compromessa. L'apnea riflessa, causata dalla diminuzione dell'anidride carbonica nel sangue, fattore principale dell'eccitabilità del centro respiratorio, è riscontrabile in diversi stati morbosi: uremia, emorragia cerebrale, insufficienza di circolo e stati tossinfettivi gravi, e si ritrova nel respiro patologico di Cheyne-Stokes. Altri tipi di apnea sono: l'apnea della deglutizione, temporaneo arresto dell'attività del centro nervoso respiratorio durante un atto di deglutizione; l'apnea dei neonati, che si riscontra talvolta nei neonati subito dopo la nascita (l'accesso dura 1-5 minuti e solo eccezionalmente è mortale); la sindrome delle apnee notturne; per l'apnea traumatica vedi asfissia.

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