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Lyme, malattìa di

malattia infettiva descritta per la prima volta nel 1977 nella città statunitense di Lyme, nel Connecticut, e in seguito ripetutamente riscontrata in altre regioni, per cui attualmente viene considerata una forma infettiva pressoché ubiquitaria. L'agente causale della malattia è la spirocheta Borrelia burgdorferi, trasmessa da una zecca. Alcune specie di gatto hanno un ruolo critico nel ciclo vitale del batterio, mentre i cervi sembrano essere ospiti necessari allo sviluppo delle zecche. Sebbene le caratteristiche di base della malattia siano simili ovunque, sono state descritte variazioni regionali sia del microrganismo responsabile, sia degli ospiti intermedi e anche del quadro delle manifestazioni cliniche. La malattìa di Lyme si presenta classicamente con 3 fasi cliniche: inizia in genere in estate con una caratteristica lesione cutanea, l'eritema migrante (costituito da elementi maculo-papulari, che evolvono in lesioni allargate di forma anulare, con bordi arrossati e alone centrale chiaro), e con vari sintomi generali (cefalea grave, febbre, brividi, malessere, astenia, artralgie, lieve rigidità nucale); settimane o mesi più tardi, compaiono disturbi neurologici (meningite, encefalite ecc.) o cardiaci; dopo un periodo di tempo variabile (da alcuni mesi fino a 1-2 anni) si possono manifestare danni articolari, cutanei o neurologici. La diagnosi è sierologica, con la ricerca degli anticorpi specifici, o bioptica, con l'identificazione della Borrelia nelle lesioni cutanee. La terapia è antibiotica (tetracicline, penicilline o macrolidi, a seconda della gravità e della risposta del microrganismo).

Autodiagnosi

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