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anemìa da carenza di ferro

una delle anemie da diminuita produzione di globuli rossi; il danno è a livello delle cellule in via di maturazione, che presentano un'alterata sintesi dell'eme (parte non proteica dell'emoglobina, destinata a legare il ferro) per carenza di ferro. È l'anemia più frequente nei paesi occidentali; interessa prevalentemente le donne in età fertile. Presenta i sintomi propri dell'anemia, e in particolare abnorme stancabilità, in relazione forse alla carenza di ferro anche a livello muscolare (mioglobina). I globuli rossi sono piccoli e pallidi (microcitici e ipocromici). La carenza di ferro è comune nella gravidanza, durante la quale nella donna si riducono i depositi di ferro per soddisfare le necessità del feto. Negli altri casi è quasi sempre legata a perdite di sangue non adeguatamente bilanciate dall'apporto alimentare. Le perdite ematiche responsabili possono essere: le mestruazioni, per le donne in età fertile; emorragie croniche del tubo digerente (forse la causa più frequente in assoluto per questo tipo di anemia, come varici esofagee, ulcera duodenale ed emorroidi). La terapia prevede l'eliminazione delle cause di sanguinamento e la somministrazione di ferro.

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