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Sjörgren, sìndrome di

malattia infiammatoria cronica caratterizzata da riduzione della secrezione lacrimale (xeroftalmia) e salivare (xerostomia). Di solito è associata all'artrite reumatoide, anche se può presentarsi isolata. Colpisce con netta prevalenza le donne (90%), generalmente intorno ai 50 anni. La causa è sconosciuta, ma si ritiene che sia una malattia su base autoimmunitaria. Infatti le ghiandole lacrimali e salivari appaiono infiltrate in modo massiccio da linfociti e plasmacellule che sostituiscono via via il tessuto ghiandolare riducendone prima e abolendone poi l'attività. I sintomi principali sono rappresentati da sensazione di corpo estraneo (come sabbia) negli occhi, con ridotta lacrimazione, arrossamento e prurito, visione offuscata. L'interessamento delle ghiandole salivari provoca difficoltà nella masticazione e nella deglutizione dei cibi solidi, alterazione del gusto e dell'olfatto, comparsa di carie dentarie a rapida evoluzione. È da ricordare una maggiore comparsa di linfomi (tumori delle cellule bianche del sangue) in soggetti che soffrono di sìndrome di Sjörgren. La terapia si basa sull'utilizzazione di collirio contenente carbossimetilcellulosa e sull'aumento dell'assunzione di liquidi. Possono essere utili farmaci immunosoppressori, quali la ciclofosfamide e l'azatioprina. L'interessamento delle parotidi in corso di Sjogren è molto frequente e comporta talora rigonfiamenti antiestetici del viso. In alcuni centri specializzati è possibile effettuare un intervento chirurgico di riduzione volumetrica delle ghiandole che restituisce il normale aspetto.

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