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tetanìa

stato patologico caratterizzato da crampi intermittenti e quasi sempre dolorosi di alcuni muscoli o gruppi di muscoli volontari, senza alterazione della coscienza. Si manifesta con accessi preceduti da malessere, senso di stanchezza agli arti, parestesia alle dita, cefalea. L'accesso inizia con crampi intermittenti e rigidità dolorosa delle dita delle mani e dei piedi; la mano prende la forma di un cono, flessa sull'avambraccio, semiflesso sul braccio, che è fortemente addotto e applicato al tronco; gli arti inferiori si irrigidiscono in estensione e talora in adduzione forzata; in qualche caso la contrattura si estende al viso, producendo l'atteggiamento del riso sardonico, il trisma, il blefarospasmo, inoltre alla nuca e al dorso dando luogo all'opistotono e, nei bambini, alla laringe provocando il laringospasmo. Gli accessi durano da pochi minuti a qualche ora e si esauriscono con senso di torpore muscolare; sono intervallati da periodi di giorni, settimane o mesi, ma nei casi gravi risultano subentranti così da costituire uno stato continuo di malattia. La tetanìa è sempre accompagnata da aumento dell'eccitabilità elettrica dei nervi motori e dei muscoli e da alterazioni del ricambio (diminuzione della calcemia) e del trofismo degli annessi cutanei. La tetanìa è provocata da ipocalcemia in seguito a deficiente funzione delle paratiroidi (con diminuita secrezione di paratormone) dovuta a lesioni patologiche o per assenza congenita di una di esse.

Autodiagnosi

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