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ipersodiemìa

(o ipernatremia), aumento oltre la norma della concentrazione di sodio nel sangue, dovuto a perdite eccessive di liquidi (disidratazione) per via cutanea (sudorazione profusa), intestinale (gastroenteriti acute nei bambini), renale (in corso di diabete mellito scompensato, nel diabete insipido, per somministrazione eccessiva di diuretici osmotici). In tali casi i sintomi sono: sete intensa, astenia, ipotensione, oliguria, stato confusionale, spasmi muscolari, crisi convulsive e coma. La terapia si basa sulla somministrazione di liquidi (acqua, soluzioni glucosate) atti a reintegrare le perdite e sulla correzione della causa quando possibile. L'ipersodiemìa può essere anche dovuta a un'eccessiva somministrazione di sodio a scopo terapeutico, oppure a eccessiva ritenzione da parte dell'organismo, come si verifica in corso di iperaldosteronismo o sindrome di Cushing; ciò provoca un aumento eccessivo di liquidi (per effetto osmotico) in circolo, con conseguente ipertensione arteriosa, aumento di lavoro per il cuore e possibile evoluzione in scompenso cardiaco. In questo caso la terapia si basa sulla somministrazione di diuretici.

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