I fattori di evoluzione

Dall'inizio dell'era industriale si può notare come le patologie iniziarono a subire notevoli trasformazioni.

Infatti, continuando a considerare il problema sotto il profilo delle tendenze generali, risulta evidente che nuove cause di malattia si aggiungono, e perlopiù si sostituiscono, a quelle preesistenti. Le principali non sono più soltanto correlate direttamente con i fenomeni biologico-naturali, bensì anche, e oggi soprattutto, con fattori squisitamente sociali, politici ed economici.

La meccanizzazione dell'agricoltura, l'inurbamento, l'industrializzazione e lo sviluppo socio-economico più in generale, pur determinando evidenti miglioramenti dei livelli di vita e della salute collettiva, favorirono un nuovo ventaglio di agenti responsabili della alterazione dello stato di salute.

Questi fattori determinarono inoltre condizioni ambientali, sociali e di comportamento favorevoli all'accentuazione di malattie già esistenti e, soprattutto, al manifestarsi di patologie emergenti.


Le nuove condizioni di vita, individuali e collettive, indussero e inducono, infatti, alla sedentarietà, allo stress, a un'alimentazione troppo ricca di grassi e troppo povera di fibre, all'abitudine al fumo di tabacco (tabagismo) e all'alcol, inquinamento ambientale (atmosferico, idrico, alimentare), all'uso di sostanze chimiche pericolose.

Si pensi, a questo proposito, all'enorme numero di sostanze di sintesi che, ormai da decenni, vengono immesse nell'ambiente, soprattutto là dove la densità abitativa è molto elevata, e come, attraverso l'aria, l'acqua e gli alimenti, tali sostanze raggiungano l'organismo umano in sia pur piccole concentrazioni ma in modo protratto per tutta la vita.

Gli effetti sanitari più manifesti evidenziano un aumento dell'obesità e delle alterazioni respiratorie, del numero delle patologie cardiovascolari e di diversi tipi di cancro, oltre all'aumento di incidenti domestici, sul lavoro e stradali.