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Diarrea

Consiste in una elevata frequenza di defecazione (fino a 20 e più scariche giornaliere), causata dal veloce passaggio di materiale nell'intestino crasso, con produzione di feci liquide.

La causa si può ricercare in uno o più dei seguenti fattori:

- stati emotivi (ansia);

- presenza di microrganismi che liberano tossine irritanti;

- errori di alimentazione;

- farmaci (antibiotici, ferro e altri);

- cambiamento di abitudini;

- stati patologici (colite).

La persona con diarrea presenta crampi addominali, senso di gonfiore intestinale, flatulenze, nausea e vomito, talvolta febbre.

La diarrea provoca:

- distruzione della normale flora intestinale, che va ristabilita assumendo yogurt o farmaci contenenti fermenti lattici;

- perdita di liquidi con squilibrio idrico ed elettrolitico, che deve essere controllato reintegrando le perdite; è consigliabile l'assunzione di succo d'arancia o di mela o di altro frutto contenente potassio, con un cucchiaino di miele o un pizzico di sale, da alternare a un bicchiere di acqua e bicarbonato;

- irritazione della cute intorno all'ano causata dal contatto di questa con le feci diarroiche, generalmente calde, soprattutto nei bambini, nelle persone indebolite, negli anziani e negli infermi costretti a letto.

Nei bambini molto piccoli e nelle persone deperite una forte diarrea, per la massiccia perdita di liquidi che comporta, è un episodio grave che va immediatamente compensato; per questo si consiglia la segnalazione al medico.

Quale tipo di assistenza fornire
L'obiettivo principale è fermare la peristalsi. Si può ottenere ciò evitando l'assunzione di cibo per un periodo variabile a seconda delle condizioni della persona (digiuni prolungati sono da evitare assolutamente in lattanti e bambini) e assumendo farmaci antidiarroici (per esempio, pectine). Importante, in questi casi, è anche riequilibrare gli eventuali deficit idroelettrolitici con opportuna idratazione per bocca.

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