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Le barriere architettoniche

L'infanzia e la vecchiaia corrispondono alle due stagioni della vita in cui le forze e le capacità non sono ancora, o non sono più, in grado di usufruire pienamente delle strutture che le circondano, adatte invece a soggetti sani ed efficienti. Con barriere architettoniche si intendono quegli elementi di carattere architettonico che ostacolano in qualche modo la possibilità di interagire con l'ambiente; purtroppo è un atteggiamento non ancora superato della nostra società quello di trascurare e disinteressarsi a tali ostacoli; inoltre questa mentalità è piuttosto diffusa anche in chi la subisce e tende, a sua volta, ad accettare e assuefarsi.

Nelle città uno dei problemi più evidenti riguarda lo spostamento delle persone; tra pedoni e automobili i punti di conflitto e di lotta per il territorio sono molteplici; alcuni accorgimenti, però, potrebbero aiutare a favorire una convivenza migliore. All'altezza degli incroci, per esempio, semafori con tempi di verde più lunghi e segnalatori acustici renderebbero l'attraversamento di anziani, bambini e portatori di handicap, più sicuri; così una capillare sostituzione del marciapiede con scivoli o abbassamenti, sempre in corrispondenza degli attraversamenti, diminuirebbe il pericolo di inciampare e renderebbe più facile il superamento del dislivello per passeggini, sedie a rotelle e carrelli per la spesa. Di più impegnativa soluzione sono, invece, i percorsi protetti, ovvero quegli spazi di mobilità riservati a particolari tipi di utenza, come le piste ciclabili. Tra questi, le aree pedonali sono purtroppo ancora cosa rara. Nate per lo più per decongestionare il traffico automobilistico, esse difficilmente sono collegate tra loro e sono così limitate che la possibilità di creare un tessuto connettivo, in pratica una rete di passaggi solo per pedoni, si ferma a livello di una fantastica ipotesi. Anche per i mezzi di trasporto pubblico, di cui tanto si auspica l'uso, il problema delle barriere architettoniche sembra di non immediata soluzione. Su tram e autobus l'accesso è limitato a chi gode di un buon passo e che facilmente può affrontare gli alti gradini che lo separano dalla vettura; stesso discorso vale per la metropolitana, in cui il numero delle scale mobili che dalla strada conducono ai mezzanini sono quanto mai scarse e mal segnalate. Chi è anziano e ha bisogno si spostarsi con la carrozzella sa quanto sia difficile anche prendere un taxi: occorrerebbe introdurre delle vetture appositamente costruite per questo scopo (con ampi spazi interni e semplici sistemi di accesso) e che, anche grazie a una segnalazione visiva, siano facilmente individuabili.

In questa breve esposizione sulle difficoltà di spostamento, non va dimenticata l'agibilità degli edifici, pubblici o privati, dove spesso l'accesso è sollevato dal piano stradale da una serie di gradini e l'ascensore, se vecchio, ha porte strette e di difficile apertura. L'esperienza di ognuno può, infine, allungare l'elenco dei disagi a cui gli anziani vanno incontro e sperare che una soluzione talora semplice, talora costosa e complicata, ma pur sempre doverosa per rispondere ai bisogni dell'età, sia un giorno realmente presa in considerazione da chi opera in campo urbanistico e architettonico.

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