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Come scegliere il tasso d'interesse del mutuo

Quando si decide di richiedere un mutuo casa sono molti gli elementi da valutare in modo da riuscire ad individuare il prodotto migliore a seconda delle proprie necessità, soppesando pro e contro. Tra questi, senza dubbio, una componente di fondamentale importanza riguarda la scelta del tasso di interesse che sarà applicato al finanziamento stesso e che determinerà, di conseguenza, la somma aggiuntiva che il richiedente dovrà restituire all’istituto bancario in aggiunta al capitale inizialmente erogato.

Come riuscire dunque a fare un po’ di chiarezza tra i vari prodotti presenti sul mercato? Grazie all’apporto di alcuni servizi di comparazione dei mutui online su portali come Facile.it sarà possibile fare alcune simulazioni che permetteranno di avere un’idea più chiara dell’impegno economico che si andrà ad affrontare nel medio o lungo periodo.

A livello generale sono numerosi i tassi di interesse attualmente esistenti ma principalmente possiamo distinguerli tra quelli a tasso variabile, che vengono calcolati sulla base dell’Euro Interbank Offered Rate (Euribor) e quelli a tasso fisso, che si basano invece sul calcolo dell’Euro Interest Rate Swap (Eurirs) per calcolare la percentuale di guadagno dell'istituto bancario su ogni finanziamento richiesto, più comunemente detta spread.

Gli andamenti dell’Euribor e dell’Eurirs vengono pubblicati giornalmente dall’EBF, l’European Banking Federation, nota e importante federazione bancaria nata nel 1960 a cui appartengono circa 5.000 istituti europei basati in 31 diversi paesi. Sul fronte legislativo di settore è importante ricordare che l’organizzazione è il principale interlocutore con le diverse istituzioni comunitarie.

Vediamo adesso più nel dettaglio le principali differenze tra questi due tassi.

Come abbiamo già accennato in precedenza il mutuo a tasso variabile viene calcolato sulla base dell’Euribor e può avere diverse scadenze (1, 3 oppure 6 mesi) a seconda del tipo di piano di rateizzazione scelto. Alle diverse scadenze il fixing del tasso del mutuo viene battuto dall’EMMI (European Money Markets Institute) associazione no profit basata a Bruxelles, nata nel 1999, di cui fanno parte le principali associazioni bancarie dei membri dell’Unione Europea. Negli ultimi mesi l’European Money Markets Institute sta lavorando per riformare l’Euribor cercando di individuare una nuova metodologia di calcolo più attinente alla realtà e non solamente ad un gruppo di istituti bancari; secondo le stime la riforma che si propone di apportare grandi novità in materia di mutui a tasso variabile potrà essere introdotta in modo ufficiale entro la fine del 2019. Sono ormai diversi mesi che l’Euribor registra valori negativi, arrivando a toccare il minimo storico, e ciò rende per molti questa soluzione particolarmente appetibile. Nella scelta del tasso però è indispensabile fare delle considerazioni a lungo termine: il tasso infatti non viene bloccato al momento della stipula del contratto perciò bisogna avere ben chiaro che si potrà andare incontro ad eventuali oscillazioni al rialzo che comporteranno un aumento della rata da pagare alla banca stessa. Si tratta di una scelta più rischiosa rispetto al tasso fisso ma che, almeno nella fase iniziale, risulta essere più conveniente e addirittura può accadere che in particolari condizioni di mercato (proprio come sta accadendo oggi) la scelta del mutuo variabile porti ad una ulteriore diminuzione della rata rispetto a quanto preventivato in fase di stipula del mutuo.

Per tutti coloro che, al contrario, preferiscono avere ben chiaro l’impegno economico che andranno ad intraprendere è piuttosto consigliata la scelta di un mutuo a tasso fisso, calcolato sull’Eurirs, che si caratterizza per avere un piano di ammortamento con una rata che rimane costante nel tempo. Indipendentemente dalle condizioni del mercato, infatti, questi prodotti permettono di conoscere l’importo della rata già dall’inizio il che permette al richiedente di pianificare le varie spese con una maggiore tranquillità.

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20/12/2017

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