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Mario Draghi e il nuovo corso economico della Banca Centrale Europea

Un cambio di guardia atteso da tempo, una scelta inaspettata e un risvolto ancor più sorprendente. Momento carico di tensione e aspettative, la fine del mandato di Jean-Claude Trichet ha visto salire alla presidenza della BCE (Banca Centrale Europea) l'italiano Mario Draghi.

In uno scenario economico decisamente critico, in un clima caratterizzato dalla forte tensione monetaria, dal crollo delle borse e dallo spauracchio della recessione, gli occhi del mondo erano tutti puntati, ansiosi, su questo neo presidente italiano.

Mario Draghi: un uomo dall'illustre passato accademico, un economista la cui carriera, a cavallo tra impegni nazionali e internazionali, ha da subito mostrato il pragmatismo di un uomo attento alla situazione reale in cui versa l'economia mondiale.

Mario Draghi ha infatti agito di petto portando il consiglio dei 23 governatori della BCE ad approvare, all'unanimità, il ribasso dei tagli d'interesse. Una scelta inaspettata che ha colto di sorpresa tutti gli analisti economici, una mossa concreta il cui scopo è quello di abbassare il costo del denaro, favorirne la circolazione e risollevare, il poco che basta, l'economia della vecchio continente.

Quello lanciato da Mario Draghi è stato un segnale forte, capace di eliminare qualsiasi tipo di riserva sul neo presidente. Governi, economisti e analisti si sono trovati davanti una persona che sa dove andare e, soprattutto, sa di cosa parla. E' quindi scongiurato il pericolo di riproporre, come è successo spesso in passato, quell'immagine distorta che il mondo ha dell'Italia.

Mario Draghi rompe con la passata politica monetaria del suo predecessore Jean-Claude Trichet, spostando di molto il tiro della strategia economica europea. Lo scopo di questa inaspettata prima mossa è quello di ricreare le condizioni per il ritorno dell’ormai persa fiducia economica dei paesi europei e non, perdita dovuta ai recenti e persistenti disagi finanziari di cui siamo stati testimoni negli ultimi tempi.

Una strategia che, secondo il neo presidente, deve necessariamente accompagnarsi all'impegno dei singoli paesi europei, le cui politiche devono essere volte alla crescita, all'occupazione e alla rinascita della competitività perduta.

04/11/2011

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