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Il Festival di Sanremo celebra l'Unità d'Italia con l'esegesi di Roberto Benigni

 Un Sanremo da record quello che ha animato la terza serata della kermesse canora: lo share ha raggiunto il 53,20% e lo show è stato seguito da una media di oltre 31 milioni di telespettatori.

Un'appuntamrnto che si presentava fin dall'inizio propizio al trionfo, poiché a salire sul palco non sarebbe stata solo la musica, ma anche l'Unità d'Italia col suo 150esimo anniversario.
Tutti i cantanti in gara, anche quelli eliminati, sono saliti sul bellissimo palcoscenico dell'Ariston per esibirsi ciascuno con un brano fortemente evocativo della nostra nazione.

Il pezzo forte della serata, tuttavia non deve ritrovarsi nelle esibizioni degli artisti, quanto nell'intervento di uno dei personaggi più amati della cultura italiana: è stato Roberto Benigni ad ammaliare la platea degli spettatori.
Super ospite della serata, l'istrionico attore, brandendo la bandiera italiana, ha attraversato il Teatro a bordo di un cavallo bianco per prepararsi al suo personale intervento: Benigni ha celebrato l'anniversario dell'unificazione italiana attraverso una splendida esegesi dell'Inno di Mameli. E i numeri hanno dato merito alla bravura, poiché il suo intervento è stato seguito da milioni di italiani, tutti col fiato sospeso.
Un racconto che colpisce nel segno, quello di Benigni è un eloquio sorprendente che non permette interruzioni e che rapisce il palcoscenico dell'Ariston per quasi un'ora.

Perché Benigni fa ridere, ma anche riflettere e commuovere. Il suo è un prologo che riprende l'ormai inaugurato filone di satira su cui si è poggiata la 61esima edizione del Festival. All'attore, però, bastano poche parole affinché gli spettatori capiscano al volo di cosa sta parlando e a quali fatti di attualità si stia riferendo. Tra rimandi epliciti ed impliciti, la satira di Benigni colpisce nel segno.

La sua è una lunga introduzione, che prepara lo spettatore a entrare nell'universo filologico delle parole che compongono il testo di Fratelli d'Italia: sulla scia delle memorabili interpretazioni della Divina Commedia, l'attore comincia la sua esegesi dell'Inno senza però farsi sfuggire richiami e parallelismo con l'attualità italiana.

Tutto termina con il canto: Roberto Benigni interpreta l'Inno d'Italia meritandosi in tutto e per tutto la standing ovation che il pubblico commosso in sala gli dona.

Un'interpretazione con la quale l'attore ha saputo infondere quel patriottismo che sembra tanto mancare in Italia, un patriottismo che, ormai troppo spesso, viene confuso col nazionalismo. Benigni ci ha donato una visione romantica dell'Unità d'Italia, e proprio di questo avevamo bisogno.

Per scoprire gli altri eventi legati all'anniversario del centocinquantesimo dell'unità d'Italia si rimanda allo speciale su Sapere.it.
18/02/2011

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