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Esame di maturità: prepararsi al colloquio orale

Terza e ultima prova da affrontare prima di terminare l’esame di Stato, l’orale è sicuramente la prova più sofferta e sentita dagli studenti in procinto di affrontare la maturità. Il carattere multidisciplinare del colloquio e la necessità di parlare di fronte ad una nutrita schiera di professori sono elementi in grado di mandare in crisi anche il più preparato degli studenti. Ecco perché, per affrontare al meglio questa prova finale, è bene conoscere al meglio, e soprattutto nei dettagli, che cosa ci si deve aspettare.

Come è strutturato, quindi, l’esame orale? Suddiviso in tre parti differenti, con la prova orale il maturando si gioca gran parte del voto finale.

La prima parte del colloquio, la cui durata totale si aggira intorno ai quaranta minuti, verte sulla cosiddetta tesina, ovvero il percorso multidisciplinare che ogni studente è tenuto a preparare su un argomento concordato precedentemente con i docenti. Lo studente introduce l’argomento esponendo le parti principali di cui esso si compone. In questa prima fase è molto importante conoscere alla perfezione la materia trattata, dando mostra di essere a proprio agio esponendone la tematica.

E’ buona norma, inoltre, che lo studente ripassi i temi concettualmente confinanti all’argomento trattato nella tesina, poiché l’esposizione orale potrà fungere da ulteriori domande da parte dei professori della commissione.

Esame orale, però, non significa solo esposizione della tesina. La seconda parte del colloquio, infatti, verte sull’intero programma dell’ultimo anno, programma che ogni studente è tenuto a visionare e approvare prima della fine delle lezioni. Ecco perché è bene, in fase di ripasso, organizzare lo studio attraverso un’apposita tabella di marcia che comprenda ogni punto del sopracitato programma , in modo da essere preparati alle domande libere dei professori, oggetto della seconda parte dell’esame orale.

La terza e ultima parte del colloquio è rappresentata dalla correzione delle prove scritte precedentemente svolte. Ecco perché, nei giorni precedenti all’esame orale, ogni maturando dove prestare particolare attenzione agli argomenti trattati nelle suddette prove, cercando altresì di individuare gli eventuali errori commessi.

Il colloquio potrebbe protrarsi ulteriormente con una domanda diventata ormai classica, ovvero la scelta del futuro percorso formativo o lavorativo che lo studente ha deciso di intraprendere una volta terminati gli studi superiori. E’ buona norma, quindi, non arrivare impreparati: il maturando deve dar prova di avere le idee chiare, non solo sul contenuto del programma ma anche sul proprio futuro.

Ultimo consiglio, ma non meno importante è avere fiducia in se stessi. Se si coltiva autostima, la prova orale potrà essere affrontata con tranquillità e disinvoltura. Cercare quindi di mantenere la calma anche nei momenti in cui non si conosce esattamente la risposta da fornire all’esaminatore.

01/07/2011

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