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Calze elastiche e terapia compressiva: tutto quello che c'è da sapere

Per chi soffre di diversi disturbi legati all’avanzare dell’età o a una predisposizione ereditaria, le calze elastiche sono una risorsa preziosa. Questa breve guida riassume le informazioni di base sulla terapia compressiva, pur senza sostituirsi all’indispensabile parere del medico.

Calze elastiche e terapia compressiva

La terapia compressiva ha un impiego diffuso in diverse circostanze:

  • Insufficienza venosa. Questa condizione, tipicamente femminile, consiste in un difficile ritorno del sangue venoso al cuore. Nei casi più lievi si manifesta semplicemente sotto forma di caviglie gonfie, pesantezza alle gambe e occasionali crampi ai polpacci; quando diventa cronica, invece, può provocare edema, flebite, iperpigmentazione e/o inspessimento della pelle e vene varicose. L’uso quotidiano di calze terapeutiche può rallentare sensibilmente il suo decorso.
  • Prevenzione. La terapia compressiva è consigliata anche quando l’insufficienza venosa non è ancora conclamata, ma il medico ha notato dei campanelli d’allarme o ritiene che il paziente sia a rischio per il suo stile di vita (che per esempio lo porta a stare molte ore nella stessa posizione, in piedi o seduto). Esistono anche apposite calze antitrombo indossate in ospedale dai pazienti allettati, prima o dopo un intervento chirurgico, per evitare che il sangue ristagni provocando pericolosi coaguli.
  • Diabete. Una complicanza del diabete piuttosto diffusa (anche se spesso trascurata) è la cosiddetta “neuropatia diabetica dolorosa”. Si tratta di un insieme di danni alle fibre nervose che provocano dolore, intorpidimento o bruciore, soprattutto durante la notte. Questa condizione può rivelarsi più o meno intensa, ma di per sé peggiora in modo tangibile la qualità della vita; tanto più perché può essere alleviata, ma non risolta alla radice. Per i pazienti diabetici esistono diversi tipi di calze ad hoc, da non confondere con quelle dedicate a chi soffre di insufficienza venosa. Può indossarle anche chi soffre di artrite o piede d’atleta o, banalmente, ha i piedi molto sensibili e vuole prendersene cura.


Cosa sono le calze elastiche a compressione graduata

Come si intuisce dal nome, le calze elastiche a compressione graduata sono costituite da una maglia elastica (solitamente in poliammide o in elastan) che esercita una pressione sulla gamba. Quest’ultima è massima al livello della caviglia e diventa sempre più leggera man mano che si sale verso il ginocchio (dove di norma è pari a circa il 70% del totale) e la coscia (dove arriva al 40%).

Come funziona la terapia compressiva

Facendo pressione con intensità decrescente dal basso verso l’alto, le calze favoriscono il flusso sanguigno che risale verso il cuore ed evitano che sangue e liquidi ristagnino alle estremità del corpo, a beneficio della circolazione venosa. Affinché siano efficaci, vanno indossate con costanza tutte le mattine prima di alzarsi dal letto e tolte soltanto alla sera, al momento di coricarsi.

È fondamentale, però, non riporre aspettative troppo alte: le calze elastiche alleviano il fastidio legato all’insufficienza venosa e rallentano notevolmente il suo peggioramento, ma non possono guarirla.

Il fai da te non è un’opzione da prendere in considerazione: dev’essere un medico specialista a valutare attentamente le condizioni del paziente, confermare la presenza di patologie e prescrivere le calze più adatte. Una scelta dettata dall’impulso, infatti, potrebbe addirittura peggiorare la situazione.

La differenza tra calze elastiche preventive e terapeutiche

Gli innumerevoli modelli in commercio si possono suddividere in due macro-tipologie.

  • Da un lato ci sono le calze elastiche preventive o da riposo, che esercitano una pressione alla caviglia limitata, che va da un minimo di 6 mmHg (millimetri di mercurio) a un massimo di 15-20 mmHg. Come suggerisce il nome, queste opzioni sono indicate per chi presenta alcuni fattori di rischio (familiarità, età, uso di contraccettivi ormonali, necessità di trascorrere molte ore consecutive in piedi ecc.) e vuole appunto tenerli sotto controllo.
  1. La seconda categoria è quella delle calze terapeutiche o medicali, che esercitano una maggiore compressione alla caviglia (dai 20 ai 40 mmHg) e quindi vanno scelte da chi soffre di una patologia conclamata. In questo secondo caso diventa ancora più importante farsi guidare da un medico.


Calze elastiche a compressione graduata: come scegliere la calza giusta

Le calze elastiche vanno scelte sulla base di una serie di criteri:

  • Il grado di pressione esercitato sulla caviglia. Come abbiamo già specificato, si parla di calze preventive quando non si superano i 15-20 mmHg. Oltre tale soglia si passa alle calze medicali, a loro volta suddivise in quattro classi di compressione: I (18-20 mmHg), II (21-32 mmHg), III (33-46 mmHg) e IV (oltre i 49 mmHg).
  • La lunghezza della calza. Il gambaletto arriva fino a sotto il ginocchio, la calza copre anche la coscia, i collant invece arrivano alla vita. Esistono anche i monocollant, che replicano il design dei collant coprendo però soltanto una gamba.

Come indossare le calze elastiche in modo corretto

Come già accennato, le calze elastiche risultano efficaci soltanto se vengono indossate tutti i giorni con costanza e tolte soltanto la sera, al momento di andare a letto.
Nella maggior parte dei casi, però, il primo approccio è tutt’altro che immediato, perché la compressione sulla gamba (molto più forte rispetto a quella esercitata da un comune paio di collant aderenti) può disorientare il paziente e metterlo in difficoltà.

Una tecnica efficace per indossare le calze elastiche è quella di rivoltare verso l’esterno la parte superiore, per poi inserire il piede, sistemare il tallone nella posizione corretta e accompagnare delicatamente la calza fino al ginocchio (o alla coscia, a seconda della sua lunghezza), senza mai tirarla dall’elastico finale. Indossare i guanti di lattice o di gomma è un buono stratagemma per avere una presa più salda.

In commercio si trovano anche appositi infilacalze, molto utili per le persone anziane che hanno difficoltà a piegarsi. Si tratta di intelaiature in cui infilare prima la calza e poi il piede.
In tutti i casi, è bene assicurarsi che la calza aderisca correttamente alla gamba, senza fare pieghe né essere eccessivamente tirata.

Consigli utili: la corretta manutenzione delle calze elastiche

Trattandosi di dispositivi medici, le calze elastiche per insufficienza venosa vanno conservate con grande cura e sostituite al massimo ogni sei mesi; in caso contrario, la loro efficacia rischia di venire meno. Ecco alcuni semplici accorgimenti da seguire:

  • Togliere eventuali anelli e indossare i guanti prima di infilare le calze, per evitare di graffiarle inavvertitamente.
  • Lavarle a mano a temperature moderate (30-40 gradi), senza candeggiarle, stirarle né metterle in asciugatrice.
  • Lasciarle asciugare su un piano dopo il lavaggio, senza strizzarle e tenendole lontane da fonti dirette di calore.


Calze elastiche: le controindicazioni

Come già ricordato, le calze elastiche a compressione graduata sono dispositivi medici e come tali devono essere trattate. Per una persona affetta da diabete, dermatiti o patologie arteriose, indossare calze medicali per insufficienza venosa risulta non solo inutile, ma anche potenzialmente dannoso. Quando invece le indicazioni del medico vengono rispettate scrupolosamente, le controindicazioni sono molto rare, così come i casi di allergia a una delle componenti.

Immagine di apertura: Viktoriya Kabanova - 123rf.com

12/02/2020