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Obesità infantile: la causa potrebbe essere la carenza di Vitamina D

In materia di sanità, uno dei problemi più rilevanti che la società moderna sta cercando di contrastare è senza dubbio l'obesità. Legata soprattutto ai paesi occidentali e ai non correti stili di vita ivi perpetuati, si tratta di una patologia che comincia a farsi strada anche in Italia, soprattutto nella fascia infantile: in Europa, infatti, sono proprio i bambini italiani ad avere il maggior tasso di sovrappeso e obesità, raggiungendo addirittura il 21,2%.

Si tratta di un problema grave, poiché la suddetta patologia non va a colpire solamente il lato estetico della nostra esistenza e di quella dei nostri bambini. L'accumulo di molti chili oltre il normale pesoforma mette infatti a rischio la vita stessa del paziente, andando a comprometterne il corretto funzionamento dell'organismo: problemi cardiovascolari e diabete sono infatti solo alcune delle patologie a cui le persone che soffrondo del disturbo vanno incontro.

Una patologia che trova i suoi principali alleati in tre fattori di rischio, che si identificano con l'alimentazione scorretta, la sedentarietà e la familiarità, ovvero la possibile ereditarietà del disturbo. Proprio riguardo l'ultimo punto, si legge in un indagine multiscopo realizzata dall'ISTAT, che circa il 25% dei bambini ed adolescenti in sovrappeso ha un genitore obeso.

Tuttavia una recente ricerca che si è occupata proprio dell'obesità nell'infanzia, mette in luce che questa potrebbe essere favorita anche da un altro fattore, identificato nella carenza di Vitamina D. Lo leggiamo sull'American Journal of Clinical Nutrition, su cui è stato messo nero su bianco lo studio condotto dall'Università del Michigan.
Il team di ricercatori ha infatti effettuato diverse analisi su 479 bambini colombiani tra i 5 e i 12 anni d'età, sui quali è stato notato che a scarsi livelli di Vitamina D corrispondeva un più evidente grasso diffuso e soprattutto addominale e, nelle bambine, anche un problema di crescita in altezza.
Un dato che evidenzia che la tendenza all'obesità nell'età adulta potrebbe trovare un germe durante l'infanzia, germe da ricondursi proprio alla carenza di Vitamina D.

Ne consegue che tutti i genitori, oltre all'alimentazione dei propri figli, dovrebbero prestare attenzione anche allo stile di vita che essi conducono.
Le fonti della Vitamina D, infatti, non sono solamente alimentari: una sorgente inesauribile è rappresentata dall'esposizione ai raggi solari. E oggi, si sa, la vita dei bambini è più che altro casalinga davanti alla televisione, PC e videogiochi.
Sarebbe quindi il caso di far riscoprire loro la bellezza del gioco all'aria aperta, magari con altri bambini: ne guadagnerebbero non solo in Vitamina D, ma anche in movimento e relazioni sociali.

20/01/2011