La dieta dello spazio: cosa mangiano gli astronauti

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Addio ai menu fatti di pillole, vitamine e cibo liofilizzato. Oggi la dieta di un astronauta non differisce molto da quella degli esseri umani che rimangono sulla Terra. «Quello che si fa con gli astronauti – dichiara il dr. Ongaro, nutrizionista e pioniere della medicina antiaging - è creare un programma nutrizionale ad hoc sulla base delle esigenze metaboliche di ogni membro dell’equipaggio. Ponendo attenzione sia al corretto apporto di micronutrienti che al gusto». Così, nello spazio, oggi è possibile assaporare persino un bel piatto di lasagne. Con le opportune precauzioni.

I cibi vengono concordati con l’equipaggio almeno nove mesi prima della missione, con una cura meticolosa per valutare quanto i piatti siano bilanciati e gradevoli. Vengono preparati a terra dagli “chef dello spazio” - un team di ricercatori, chef, ingegneri e nutrizionisti - e devono avere particolari proprietà per adattarsi al loro consumo a distanza di mesi nello spazio. Qualche esempio? Devono essere termoresistenti e durare a lungo senza l’aggiunta di conservanti artificiali, ma solo naturali (come il limone). Inoltre le confezioni devono essere sottovuoto, perché anche una piccolissima quantità d'ossigeno può compromettere l'integrità del cibo e renderlo immangiabile. Un alimento vietato nello spazio? Il pane. Le briciole, infatti, potrebbero essere inalate o rovinare la strumentazione. Al suo posto delle speciali cialde di cereali integrali soffiati. Ogni astronauta ha inoltre a disposizione un “bonus food”, ossia 3-5 piatti tra i suoi preferiti che può portare con sé dalla Terra. Luca Parmitano, ad esempio, ha scelto parmigiana e tiramisù, mentre Samantha Cristoforetti ha optato per piatti a base di pesce azzurro e carne bianca.

Ma come rendere questi cibi “mangiabili” nello spazio? In mancanza di gravità, infatti, molti alimenti si spargerebbero nell’ambiente. Per questo motivo riso, zuppe, frullati e condimenti sono studiati ad hoc, sia nella consistenza che nella forma. Ad esempio olio e aceto sono conservati in boccette con contagocce, i cibi solidi sono serviti su un vassoio magnetico dove sono attaccate le posate, mentre bevande e zuppe si sorseggiano tramite cannucce.

E l’acqua? È sempre la stessa: quella che si ottiene attraverso il sistema di riciclo della Stazione (sì, anche dall’urina).

Credit @ theverge.com