Dammi da bere: un convegno organizzato da Greenaccord per fare il punto sull'emergenza acqua

acqua

Uno dei problemi a cui sta andando incontro il nostro pianeta è quello della siccità e della sempre più crescente mancanza di acqua. Si tratta di uno degli scenari più negativi che si stanno creando a causa delle politiche poco ecologiche attuate dai paesi di tutto il mondo. Ma l'acqua è un bene comune e soprattutto indispensabile per continuare a vivere dignitosamente.

L'argomento è stato vagliato in ogni suo aspetto nel convegno intitolato 'Dammi Da Bere', svoltosi a Roma grazie all'oroganizzazione di Greenaccord, rete mondiale di giornalisti ambientali.

Uno dei  tanti problemi che è evidenziato dai presenti è per l'appunto proprio quello della siccità e delle precipitazioni atmosferiche sempre più scarse.

Intese come pioggia, neve o affini le precipitazioni non solo influenzano quotidianamente la nostra vita, ma vanno altresì a creare scenari ambientali negativi di cui ci si renderà conto solo col passaggio del tempo.

Un problema, questo, che riguarda da vicino l'Italia, poiché la gestione dell'acqua nel nostro paese è ancora oggi una questione spinosa. Stando inoltre stando alle considerazioni degli esperti, nella nostra penisola i cambiamenti climatici rischiano di peggiorare una situazione che, già di per sé, non è rosea. A dirlo è Antonio Navarra, direttore del Centro Euro Mediterraneo per i cambiamenti climatici. Secondo lo studioso, nei prossimi anni sarà proprio il bacino del Mediterraneo a soffire maggiormente di siccità: i prossimi 50 anni, infatti, potrebbero essere caratterizzati da una brusca riduzione delle precipitazioni, che potrà raggiungere anche il 20% in meno di acqua piovuta dal cielo.

Se a questo poi si aggiunge il fatto che la regione del Mediterraneo è uno dei paesi caratterizzato da un vero e proprio sovraffollamento di persone, peggiorato ogni anno dai moltissimi turisti che raggiungono le nostre coste e dalla presenza di numerosissime infrastrutture, la situazione appare ancora più grave.

Aprendo poi il discorso a tutto il pianeta, già oggi sono circa 1 milione le persone che non hanno accesso all'acqua potabile e la situazione potrebbe perggiorare proprio a causa dei cambiamenti climatici.

Quello che bisogna attuare, quindi, è un piano che preveda un uso più razionale delle acqua potabili, alle quali dovrà essere associato un regime di risparmio delle acque.

Un argomento  molto importante, quello affrontato dal conveggno 'Dammi da bere', la cui importanza è stata anche ribadita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, aprendo i dibattiti, ha dichiarato: “La vostra iniziativa conferma l’attualità e l’urgenza di un tema non sempre accolto, nella percezione collettiva, come una tra le sfide più impegnative che l’umanità è chiamata ad affrontare. In tale quadro, un rinnovato e responsabile impegno tra il settore dell’informazione, la comunità scientifica e il mondo produttivo potrà fornire modelli e strumenti capaci di alleviare l’endemica sofferenza di grandi aree del Sud del mondo e di accrescere la consapevolezza sull’inestimabile valore dell’acqua”.