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Star Wars mania: tutti pazzi per R2-D2

96 cm di altezza, un corpo cilindrico e una grande quanto buffa testa semisferica: parliamo di R2-D2, iconico droide di Star Wars, diventato una delle celebrity più amate della storia del cinema.

Che la saga fantascientifica firmata nel 1977 dal grande George Lucas sia diventata un vero e proprio cult non è certo un mistero: robot, droidi e astronavi, come del resto tutti gli altri personaggi della fortunata serie, sono infatti divenuti così celebri da aver dato il via a uno dei più vasti fenomeni di merchandising, tra giocattoli dedicati, gadget e persino esclusive capsule collection.

E tra i personaggi più amati di Star Wars, c’è sicuramente lui, il mitico R2-D2, droide abilissimo nelle riparazioni meccaniche e dotato di un irresistibile senso dell’umorismo che, come tutte le vere star, nasconde segreti e curiosità tutte da scoprire.

Ecco allora 10 cose che forse non sapevate sul robot più famoso del cinema.

1. Le origini di R2-D2
R2-D2 venne ideato da Lucas e disegnato dall’illustratore e concept artist statunitense Ralph McQuarrie. La sua costruzione fu poi affidata a un team di tecnici inglesi.

2. L’attore “nascosto” in R2-D2
Quando il prototipo di R2-D2 fu costruito fu necessario trovare qualcuno che entrasse nel corpo del droide per muoverlo. Non poteva però trattarsi di un bambino dato il peso considerevole della struttura (37 kg), quindi venne scelto lettore inglese Kenny Baker, alto 1
metro e 12 cm.

3. L’alter ego telecomandato
Per le scene in cui R2-D2 doveva muoversi velocemente fu invece costruito un secondo modello identico ma telecomandato.

4. Il nome di battesimo
Il nome R2-D2 fu scelto perché la pronuncia inglese di R2, ovvero “artoo”, ricorda il nome Arthur: alla base c’era infatti la volontà di umanizzare il più possibile il personaggio. In Italia, non potendo sfruttare l’assonanza con il nome Arthur ma volendo puntare su un effetto sufficientemente simpatico, il droide fu chiamato C1-P8.

5. La prima versione... in legno
Il primo prototipo di R2-D2 fu fatto costruire in legno: in questo modo fu possibile verificare come Kenny Baker avrebbe potuto entrarci e manovrarlo.

6. All’origine, rottami
La calotta metallica del prototipo in legno altro non era che una lampada scovata in un magazzino. Lo scenografo Roger Christian, infatti, per ottenere l’effetto “logoro e usato” delle ambientazioni setacciò le discariche inglesi a caccia di “preziosi” rottami.

7.Il droide... con gli stivali
Nei piedi del modello destinato ad essere manovrato da Baker fu fissato un paio di stivali appartenenti all’attore così da assicurargli sempre la massima comodità.

8. Nell’olimpo delle celebrità
Il mitico R2-D2 è stato inserito anche nella Robot Hall of Fame , prestigiosa istituzione che riconosce e annovera i più importanti robot e i maggiori esempi di tecnologia robotica.

9. Un curioso cameo
Nel film “I predatori dell’arca perduta” appare un curioso geroglifico in cui viene rappresentata l’immagine di R2-D2, come omaggio a uno dei personaggi più amati del cinema.

10. La versione da costruire a casa
I fan di Star Wars e in modo particolare del simpatico droide possono oggi vivere l’emozione di costruire un modello del tutto identico a quello del film, da manovrare tramite smartphone o tablet attraverso una semplice app. “Star Wars R2-D2” è infatti l’esclusiva collezione di volumi dedicati, edita da DeAgostini e in uscita in edicola. In ogni fascicolo, oltre a tante curiosità sul backstage della saga e sul mondo della robotica, anche i vari pezzi per costruire la propria copia funzionante.

03/01/2018