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Chi ha studiato per primo i dinosauri?

Il primo a cimentarsi nello studio e nella ricostruzione degli animali che hanno popolato il passato dell'umanità fu il naturalista francese George Cuvier (1789-1832). Fu dalle sue scoperte e dalla sua passione, infatti, che nacque la paleontologia, ovvero la scienza che si occupa di studiare gli esseri viventi nel nostro passato geologico attraverso i loro resti fossili.

Per l'epoca Cuvier era un vero e proprio esperto e non furono rare le occasioni in cui venne interpellato al fine di avere un parere sulla natura di moltissimi fossili ritrovati. Uno di questi episodi, forse il più celebre, fu quello relativo al ritrovamento dei un'enorme mandibola di lucertola marina: rinvenuta nel 1770 in Olanda, tale fossile fu per lunghi decenni oggetto di controversie e discussioni. Fu poi Cuvier a stabilire che si trattava di una mandibola di Mosasaurus.

Cuvier analizzò, poi, moltissimi altri resti, tra i quali si ricorda quello di un curioso elefante preistorico, il mammut, ritrovato tra i suoli ghiacciati della Siberia.
Ma la sua scoperta scientifica più sensazionale fu forse l'identificazione di un rettile preistorico, che poi prese il nome di pterodattilo.

Gli studi di Cuvier furono base e ispirazione per altri illustri scienziati appassionati del settore, tra i quali spiccano le figure di Richard Owen, Edward Cope e Othniel Charles Marsh. Fu Owen, poi, che nel 1841 inventò il termine Dinosauro ("Terribile lucertola"). Cope, invece, scoprì il Camarasaurus e il Coelophyysis. Marsh si dedicò all'insegnamento e, nelle vesti di professore di paleontologia all'Università di Yale, calssificò moltissimi fossili, scoprendo l'esistenza dello Stegosaurus e dell'Allosaurus.

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