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Perché si dice che il numero 13 porti sfortuna?

Alzi la mano chi, quando ha visto una tavolata apparecchiata per 13 persone, non ha faticato a mangiare!

L’avversione per il 13, detta “triscaidecafobia”, ha origini antichissime. Secondo alcuni, infatti, l’associazione tra questo numero e la sfortuna sarebbe nata perché nell’Ultima Cena 13 era il numero dei partecipanti e il tredicesimo era il traditore Giuda. Questa è la ragione per cui si crede che il convitato numero 13 sia destinato a morire entro l’anno. Ma la diffidenza verso il 13 risalirebbe addirittura ad epoche precedenti.

Il numero 13 nella storia
Nella mitologia scandinava il tredicesimo semidio è il cattivo Loki, subdolo, traditore e malvagio, che arriva non invitato al convivio degli dei. Mentre lo storico greco Diodoro riferisce che Filippo II (IV secolo a. C.), re di Macedonia e padre di Alessandro Magno, fu ucciso da una sua guardia del corpo dopo aver fatto mettere una propria statua accanto a quelle delle dodici divinità dell'Olimpo. La sua morte sarebbe stata dunque la tragica conseguenza della sua offesa agli dei. Un’altra spiegazione della superstizione risale alle concezioni astrologiche assiro-babilonesi: venire dopo il 12, numero sacro per eccellenza, lo fece infatti già allora considerare un portasfortuna.

Anche la natura ci mette lo zampino …
In natura esiste una particolare specie di cicale nord-americane, la Magicicada, che ha un ciclo di vita lungo proprio 13 anni!

Il 13 "porta - sfortuna": colpa delle donne?
C’è persino chi associa il 13 alla sfortuna perché i mesi lunari, tradizionalmente legati al mondo femminile, sono 13 e non 12, come quelli del calendario solare.

Foto © T. L. Furrer - Fotolia.com

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