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Cos'è la Stepchild Adoption?

Stepchild Adoption, espressione mutuata dalla lingua inglese, significa letteralmente "adozione del figliastro". Tale espressione dal 2105 è al centro di un intenso dibattito che divide l'opinione pubblica e le diverse fazioni politiche italiane.

Quando in Italia si parla di Stepchild Adoption si va infatti a toccare uno dei punti, per la precisione il quinto, della cosiddetta legge sulle unioni civili, anche conosciuta come ddl Cirinnà bis, discussa per la prima volta in senato il 14 ottobre 2015. Tale disegno di legge si pone lo scopo di riconoscere i diritti e doveri delle coppie eterosessuali e omosessuali che non intendono sposarsi ma convivere (le cosiddette coppie di fatto) e delle coppie omosessuali che, invece, vogliono unirsi civilmente in matrimonio.

Ed è proprio in tale disegno di legge che rientra il cosiddetto punto (forse il più discusso) sulla Stepchild Adoption, ovvero la possibilità di adozione di un bambino da parte del partner del genitore. La prima finalità della Stepchild Adoption è quella di instaurare un rapporto giuridico e di tutela pari a quello genitoriale tra un bambino e il partner del genitore biologico, benché il bambino non sia legato biologicamente ad esso.

In Italia, tuttavia, la Stepchild adoption non è una novità, tanto che esiste dal 1983 benché sia stata sempre applicata alle coppie eterosessuali. Con la legge 184/1983 infatti, si è prevista la possibilità di adottare il figlio del coniuge, con il consenso di quest'ultimo, per tutelare l'interesse del bambino. E se fino al 2007 tale legge era applicabile solo alle coppie sposate, successivamente questo diritto è stato esteso anche alle coppie eterosessuali non sposate ma conviventi, così da instaurare tra il bambino e il partner del genitore un rapporto giuridico fatto da diritti e doveri riconosciuti dallo Stato.

La Stepchild Adoption è tornata agli onori della cronaca dopo due sentenze del tribunale di Roma che, nel 2014 e nel 2015, hanno sancito che l'orientamento sessuale di una persona intenzionata ad adottare un bambino non rappresenta un ostacolo all'adozione stessa. Oggi, quindi, quando si parla di Stepchild Adoption si intende l'estensione del diritto di adottare un bambino (con tutti i diritti e i doveri che ne conseguono) da parte di un partner all'interno di una coppia omosessuale.

Il punto 5 della legge Cirinnà, quindi, si pone l'obiettivo di colmare un vuoto legislativo e di proteggere l'interesse dei bambini che vivono e crescono all'interno di una coppia dello stesso sesso. In caso di problemi del genitore biologico, in effetti, l'altro genitore (oggi non riconosciuto) non ha alcun diritto o dovere nei confronti del bambino: in caso di morte del genitore biologico, per esempio, il vuoto legislativo di oggi renderebbe il bambino giuridicamente orfano, senza che il partner del genitore biologico abbia alcun diritto nei suoi confronti.

All'estero la Stepchild adoption estesa anche alle coppie omosessuali è stata istituita per la prima volta in Inghilterra, seguita poi da altri 28 paesi, dei quali 21 prevedono anche l'adozione di un bambino che non ha alcun legame biologico con nessuno dei due partner.

Foto © dglimages - Fotolia.com

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