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Che cos'è il testamento biologico?

Il biotestamento, testamento biologico o dichiarazione anticipata di trattamento è un documento che ratifica una volontà, espressa in condizione di lucidità mentale, riguardante terapie e trattamenti sanitari a cui ci si intende (o non ci si intende) sottoporre qualora non si fosse più in grado di esprimere il proprio volere/giudizio a causa di patologie o lesioni invalidanti.

Molto semplicemente, una volontà contenuta all'interno di un testamento biologico può essere quella di non voler ricorrere a trattamenti sanitari permanenti con macchinari, quali ad esempio lo strumento per la respirazione artificiale.

Strettamente connesso a quello dell'eutanasia, il testamento biologico è oggi un argomento molto dibattuto in Italia: nel nostro paese, infatti, non esiste una legge specifica sull'argomento.

In effetti la costituzione italiana, e in particolare l'articolo 32, recita: «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». L'articolo 34 del Codice di Deontologia Medica, inoltre, afferma che «Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita, non può non tenere conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso». Dall'altro lato se l'articolo 5 del Codice Civile vieta "gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente dell'integrità fisica", il Codice Penale (codice 579) punisce con l'arresto e la reclusione chiunque provochi la morte di un uomo.

Insomma, ad oggi non esiste una posizione chiara e netta della legislazione italiana e il dibattito e resta ancora aperto e acceso, soprattutto quando la cronaca riporta all'ordine del giorno questo vuoto legislativo: basti pensare alla morte di Eluana Englaro e Luca Conscioni (deceduti per rifiuto di trattamento medico) o quello più recente di Fabiano Antoniani (più conosciuto come Dj Fabo) che, divenuto cieco e tetraplegico a seguito di un incidente nel 2014, ha scelto di sottoporsi alla morte volontaria assistita il 27 febbraio 2017 in Svizzera.

In attesa di una legge chiara sull'argomento, sono molti i comuni, gli enti e le associazioni che raccolgono le dichiarazioni anticipate di trattamento.

Foto © Gajus - Fotolia.com

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