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Che cos'è il testamento biologico?

 

Il biotestamento, testamento biologico o dichiarazione anticipata di trattamento è un documento che ratifica una volontà, espressa in condizione di lucidità mentale, riguardante terapie e trattamenti sanitari a cui ci si intende (o non ci si intende) sottoporre qualora non si fosse più in grado di esprimere il proprio volere/giudizio a causa di patologie o lesioni invalidanti.

 

Molto semplicemente, una volontà contenuta all'interno di un testamento biologico può essere quella di non voler ricorrere a trattamenti sanitari permanenti con macchinari, quali ad esempio lo strumento per la respirazione artificiale.

Strettamente connesso a quello dell'eutanasia, il testamento biologico è stato per anni un argomento molto dibattuto in Italia. Per molto tempo, infatti, il nostro paese non ha previsto una legge specifica sull'argomento che, di conseguenza, si è prestato alle più diverse interpretazioni.

In effetti la costituzione italiana, e in particolare l'articolo 32, recita: «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». L'articolo 34 del Codice di Deontologia Medica, inoltre, afferma che «Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita, non può non tenere conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso». Dall'altro lato se l'articolo 5 del Codice Civile vieta "gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una diminuzione permanente dell'integrità fisica", il Codice Penale (codice 579) punisce con l'arresto e la reclusione chiunque provochi la morte di un uomo.

Il 14 dicembre 2017 ha segnato però un grande passo avanti in materia legislativa. Con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astenuti, la legge sul testamento biologico è stata approvata dal Senato italiano: tale legge permette, entro alcuni limiti, l'espressione anticipata di quali trattamenti medici rcevere in caso di malattie gravi e invalidanti nonché la possibilità di rinunciare ad alcune terapie.

Un grande passo avanti per la legislazione italiana, in un momento in cui la cronaca riportava costantemente all'ordine del giorno la precedente mancanza di regolamentazione in materia: basti pensare alla morte di Eluana Englaro e Luca Conscioni (deceduti per rifiuto di trattamento medico) o quello più recente di Fabiano Antoniani (più conosciuto come Dj Fabo) che, divenuto cieco e tetraplegico a seguito di un incidente nel 2014, ha scelto di sottoporsi alla morte volontaria assistita il 27 febbraio 2017 in Svizzera.

 

Foto © Gajus - Fotolia.com

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