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Perché il dolore è fondamentale alla nostra sopravvivenza?

Provare dolore è una delle esperienze più negative alle quali il nostro corpo possa essere sottoposto. Chi non vorrebbe vivere in un mondo senza dolore?

In realtà, vivere in un mondo esente da dolore ha come presupposto inscindibile quello di vivere in un mondo in cui sia assente qualsiasi tipo di minaccia.

Nel mondo in cui viviamo, infatti, il dolore è fondamentale alla nostra stessa sopravvivenza poiché esso diventa uno dei motori di discernimento propri del comportamento umano, capace di influenzare il nostro agire quotidiano. Quante volte avete evitato di comportarvi in un determinato modo solo per paura del dolore che ne sarebbe potuto scaturire? L’idea del dolore ci tiene al riparo dai pericoli o, viceversa, funziona da campanello d’allarme avvertendoci che c’è qualcosa che non va nel nostro corpo. Per capire questo concetto basti pensare a un bambino che muove i primi passi nel mondo: se non è in grado di provare dolore non riuscirà mai a capire che il fuoco brucia o, ancora, che un coltello, se maneggiato male, è capace di provocare lesioni anche mortali.

Non a caso, a partire dal 2010, il dolore è diventato un parametro vitale: il dolore è un mezzo di difesa attraverso il quale il corpo ci avverte che siamo di fronte a una minaccia, è un meccanismo con cui il nostro organismo evita i pericoli e comunica eventuali danni quando ci facciamo male inavvertitamente.

Il dolore, come sensazione e fenomeno psichico, può assumere forme molto diverse: bruciante, compressivo, pungente, pruriginoso e così via; a queste componenti oggettive, poi, va aggiunta anche una componente soggettiva: provare dolore è un'esperienza molto intima e personale, tanto che, ancora oggi, appare difficile quantificare il dolore creandone una scala universale.

Misurabile o meno, una cosa è certa: vivere in un mondo senza dolore significherebbe dover vivere, costantemente, al riparo di una teca di vetro.

Foto © olly - Fotolia.com

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