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Chi finanzia l'Isis?

L’Isis è uno dei gruppi terroristici più ricchi della storia. A differenza di altri gruppi islamisti che combattono in Siria, infatti, non dipende per la sua sopravvivenza dall’aiuto di paesi stranieri. Il motivo? Nel territorio che controlla ha istituito una sorta di mini-stato, particolarmente ricco - il cosiddetto Califfato dell'Isis - da cui trae le risorse per autofinanziarsi.

Secondo gli esperti, soltanto dal petrolio nelle zone occupate durante le offensive militari (in particolare nella Siria orientale) l’Isis ricaverebbe tra 1 e 2 milioni di dollari al giorno (tra i 25 mila e i 40 mila barili, secondo il New York Times, poi venduti sul mercato nero del petrolio).

Altri soldi arriverebbero da un vasto sistema di tasse ed estorsioni imposte ai sudditi sotto forma di elemosina religiosa (zaqat), dai riscatti e dalle donazioni dei privati. Per autofinanziarsi, inoltre, i miliziani ricorrono alla vendita di reperti archeologici. Non hanno esitato, ad esempio, a torturare e uccidere l’ex direttore e custode delle rovine romane di Palmira, Khaled Asaad: 82 anni, 50 dei quali trascorsi a studiare e proteggere l'antica cultura di Palmira. Prima dell’arrivo degli uomini del Califfato, l’eroico Asaad aveva collaborato all’evacuazione dei reperti conservati nel museo e aveva rifiutato di abbandonare la città.

Ma non è tutto. Secondo uno studio del Washington Institute per il Vicino Oriente i cui risultati sono stati divulgati da Vladimir Putin, l'Isis riceverebbe cospicue donazioni da individui di 40 Paesi, inclusi alcuni membri del G20, come Arabia Saudita, Turchia, Qatar.

Dove finiscono i soldi raccolti? Servono, in parte, per gli stipendi dei miliziani, che sono meglio pagati dei ribelli siriani moderati o dei militari professionisti, sia iracheni che siriani. Con questi soldi, inoltre, l’Isis mantiene il controllo nei suoi territori, offrendo servizi ai suoi abitanti, attraverso una sorta di "stato sociale": scuole, pensioni, servizi. Poi arma e paga i miliziani, pronti a morire nel nome del Califfo.

Foto@ youtube.com

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