

È arduo definire gli spaghetti un’invenzione, infatti si tratta dello sfruttamento naturale di una risorsa, il frumento che è conosciuto da circa 10 000 anni e che i nostri avi avevano coltivato, raccolto e frantumato per farne farina.
Questa, impastata con acqua e poi cotta o sulla pietra o in acqua bollente, creava una pietanza dal sapore gradevole e di facile impiego, che poteva essere condita a piacimento. Non è dunque corretto sostenere che fu Marco Polo a introdurre tale cibo in Italia nel 1295, al suo ritorno dalla Cina, in quanto l’Italia ne faceva già abbondante uso.
Meglio affermare che gli spaghetti, come i maccheroni, sono nati per sfamare il popolo dei paesi che coltivavano il frumento, ma che l’Italia è sicuramente il paese che li ha resi famosi e ne ha coltivato la tradizione e il consumo.